

“Impegno, cuore e sacrificio. Non per se stesso, ma per la comunità. Se oggi Luigi Petroselli è ancora tra i sindaci di Roma più amati è proprio perché, lottando per le sue idee, non ha mai dimenticato cosa significasse il rispetto di quelle degli altri. A distanza di 28 anni dalla scomparsa, il suo esempio di alta moralità umana e politica è ancora intatto, così come l’amore di viterbesi e romani”. L’assessore agli Enti locali, alle Reti territoriali energetiche, portuali, aeroportuali e ai rifiuti della Regione Lazio, Giuseppe Parroncini, ricorda così il viterbese Luigi Petroselli, sindaco della Capitale dal 1979 al 1981. E oggi ha voluto essere presente al cimitero di San Lazzaro e nella sala Regia di palazzo dei Priori, in occasione della sua commemorazione, insieme alla moglie Aurelia e alle sorelle Velia, Adina e Rita. “Petroselli – dice l’assessore Parroncini – è stato una persona e un amministratore onesto, un sindaco che per il suo spirito di servizio verso i cittadini ha dato tutto. La sua personalità traspare dalle parole scritte in una delle lettere alla moglie, che oggi abbiamo avuto la possibilità di ascoltare, e dal suo discorso di insediamento al Campidoglio, ricordato dall’onorevole Walter Veltroni, che lo ha conosciuto da vicino e ha ricoperto il suo stesso ruolo”. “Aveva promesso di essere non un sindaco di parte, Petroselli, ma di ogni singolo cittadino. E se dopo tanto tempo a rendergli omaggio oggi c’era una sala gremita, significa che non solo c’è riuscito, ma ha anche lasciato un segno più profondo. Un segno indelebile – conclude - fatto di grande umanità, oltre che di capacità politica”.