

Più di 2400 i servizi per quasi 329 mila utenti e strutture orientate soprattutto a minori e anziani. Il 40% attivato dopo il 2001 ma con una distribuzione poco razionale.
E’ quanto emerge, a grandi linee "Primo rapporto sui servizi sociali nel Lazio", realizzato dal Censis con la collaborazione di Regione Lazio, Province di Rieti, Viterbo, Roma, Latina, Frosinone e del Comune di Roma.
I dati evidenziano la presenza di 2.462 strutture e servizi, per una stima che comprende oltre 26 mila unità di personale e quasi 329 mila utenti del servizio socio-assistenziale regionale. Strutture relativamente nuove: dopo il 2001, rileva il Rapporto, sono stati attivati gran parte delle strutture per persone affette da patologie invalidanti, oltre il 71% delle case famiglia per anziani, quasi il 65% delle ludoteche, oltre il 57% dei centri diurni per le persone con problematiche psico-sociali, più del 51% delle case famiglia per minori.
Una rete ben articolata, capace di fronteggiare alcune emergenze sociali, che sconta però una capacità di accoglienza diversa nei diversi territori e una copertura elevata nelle province di Viterbo e Rieti e meno nelle alte province come Roma e Latina.
Un'offerta con una copertura territoriale disomogenea. A partire dall'incidenza per mille abitanti dei posti disponibili: 44,4 nella provincia di Rieti, 33,8 in quella di Viterbo, 22,8 nel Comune di Roma, 22,3 nella provincia di Frosinone, 18,1 nella provincia di Roma e 17,7 in quella di Latina. Oscilla la distribuzione dei servizi per i minori, dove si passa da un minimo di 16,8 posti ogni mille minori nella provincia di Roma a 41,7per mille in quella di Viterbo.