Vino, buona annata ma con problemi
VITERBO - Un anno davvero prolifico, questo che sta volgendo al termine, per la produzione di vino nel nostro territorio. A renderlo noto è l'enologo Carlo Zucchetti, presidente dell'Enoteca Provinciale di Viterbo: «Un'annata buona, con una produzione di uve superiore di circa il 5% rispetto al 2008 e un vino con meno profumi ma più struttura».
Non mancano, però, i problemi. «Il più grave - spiega Zucchetti - è il crollo del prezzo dell'uva al produttore, che oscilla tra i 15 e i 20 euro al quintale, quindi assolutamente non remunerativo. In Toscana e in Umbria, la caduta del prezzo ha costretto alcune aziende ad affittare gratuitamente i vigneti a chi è disposti a lavorare e curare le vigne.
Nella Tuscia - precisa - il fenomeno, per il momento, è meno acuto, in quanto molti agricoltori sono anche proprietari delle cantine, che imbottigliano e commercializzano il vino in proprio. Inoltre, le cantine sociali di Montefiascone e Vignanello, rispettivamente con circa 100 soci la prima e 500 la seconda, rappresentano un importante paracadute. Infine, va tenuto conto che per i soci delle cantine, l'uva rappresentano un reddito integrativo in quanto svolgono tutti un'altra attività». Altro problema, la crisi del vino rosso.
«Il mercato del rosso - dice ancora Zucchetti - si è notevolmente ristretto. Le aziende sono quindi costrette a puntare sul bianco. Convertire un vigneto maturo richiede almeno due anni, mentre impiantarlo da zero richiede tre anni per entrare in produzione e tra gli otto e i nove per raggiungere la maturità. Si aprono così dei vuoti nel reddito che non tutti sono in grado di sopportare».
Il settore vinicolo viterbese raggiunge numeri importanti nel territorio, rappresentando il 4,3 del prodotto lordo vendibile provinciale.
Dodicimila aziende, quasi 5mila ettari di superficie agricola destinati a vite, pari al 16,7% di quella regionale e a circa l'1% di quella nazionale, 420mila quintali di vino l'anno, pari al 18% della produzione del Lazio.
La vitivinicoltura della Tuscia dà ben 7 vini Doc, per un volume complessivo di 34mila quintali, pari al 10% della produzione provinciale. I vini Doc sono: Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, Aleatico di Gradoli, un vino unico nel panorama enologico laziale, esclusivamente da uve aleatico 100%, se ne produce poco ed è prezioso; Orvieto di Castiglione in Teverina, Civitella d'Agliano, uno dei bianchi più famosi d'Italia; Colli Etruschi Viterbesi, prodotto nei territori compresi tra il mare e i monti Cimini; Vignanello, prodotto in alcuni comuni dei monti Cimini; Tarquinia, prodotto nella bassa Maremma Laziale, tra Roma e Viterbo; Cerveteri, un vino che secondo la tradizione risalirebbe all'epoca etrusca.
Ai Doc, si aggiungono tre vini a indicazione geografica tipica (Igt): Lazio, Colli Cimini, Civitella d'Agliano.
Il Viterbese dispone di una filiera produttiva completa che va dalla coltivazione alla raccolta alla vinificazione: 34 cantine, due delle quali sociali, si occupano dell'imbottigliamento e della commercializzazione. Circa un terzo del vino made in Tuscia viene esportato.