ANNO 27 n° 279
VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA
Domenica 15 agosto è stata inaugurata, nei ritrovati locali della vecchia canonica soprastanti la chiesa di Santa Maria della Neve e alla presenza di numerose persone, la “casa del passato“, una ricostruzione della tipica casa contadina sangiovannese. Essa rappresenta il primo tassello permanente del costituendo percorso museale che interesserà l’intero territorio di Villa San Giovanni in Tuscia.

L’intento è che possa servire, insieme ad altre iniziative e alla riscoperta dei pochi elementi archeologici esistenti, alla valorizzazione socio-culturale del nostro tessuto urbano e campestre, rappresentando il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco, ing. Mario Giulianelli, che ha affidato alla competenza ed alla collaudata disponibilità dell’associazione culturale e artistica della “Scuffiaccia”, attualmente presieduta da Angelo Capuzzi, la realizzazione di questo stimolante progetto.

La casa museo non è un’idea, come direbbero i maligni, nata ora per l’occasione, per far volume di iniziative o notizia; essa rappresenta un cavallo di battaglia della “Scuffiaccia”, concretizzatasi per un breve periodo nell’estate del 2000. Certo tale iniziativa andrebbe calata nello studio “di una storia attendibile dell’edilizia abitativa di Villa San Giovanni in Tuscia” (P. Valeri nella nota introduttiva del catalogo “La casa del passato” edito dopo l’esperienza del 2000).

In attesa di un tale riscontro è già cosa gratificante inserire una simile ricerca nel contesto della Chiesola che rappresenta l‘insediamento più antico, eretta probabilmente, come nucleo primitivo, dopo il 1536 da Giovanni Battista e Lelio degli Anguillara di Ceri eredi del capitano di ventura Renzo degli Anguillara di Ceri, che a sua volta aveva avuto in dono da papa Leone X il contado di Blera a saldo di un debito di guerra. Tale ricerca, partita e condotta dalla signora Lucia Menicocci con l’aiuto di tutti i soci dell’associazione, è stata una meticolosa caccia all’oggetto d’epoca da servire per ricreare in tutti i più piccoli particolari gli ambienti della vita contadina dei nostri nonni, fatta di fatiche e di speranze, degli anni a cavallo tra l’800 e il 900. Suppellettili di vita quotidiana, che nella maggior parte sono stati donati alla casa museo e saranno parte integrante di tale progetto.

La cerimonia, tenutasi nel suggestivo scenario della “Chiesola”, è stata preceduta dalla presentazione del libro “Maremma Maremma” dei giovani autori Chiara Caponetti e Nicolò Lenarda, con illustrazioni di Alessandro Lenarda. Presentazione inserita non a caso nel contesto dell’inaugurazione, perché anche quest’opera fa parte di un processo di valorizzazione di un territorio che, come affermano i due autori, “… non è solo un’area territoriale ma è un insieme di colori, folclore, tradizioni tramandate e perse; una terra ricca di storia e di sfumature che cambiano da paese a paese, di costumi, usanze e abitudini collegate sempre da un filo comune: gli animali e l’amore per questa terra”.

Il simposio è stato aperto dal presidente della “Scuffiaccia” con i ringraziamenti rivolti sia al sindaco che agli autori del libro. Al sindaco, per l’appoggio fornito nelle varie manifestazioni organizzate: la seconda edizione della manifestazione fieristica “Valori, lavori, sapori della nostra Terra” effettuata dal 16 al 18 luglio e la seconda edizione della mostra documentaria “Le nostre spose” inaugurata il 14 agosto e che rimarrà aperta fino al 22 agosto; esposizione quest’ultima che fin dall’inaugurazione ha suscitato un enorme successo di presenze. A Nicolò Lenarda e a suo padre Alessandro per essere stati il pretesto e il completamento della manifestazione di apertura della casa museo.

Il sindaco prendendo la parola, ringraziando il parroco don Giovanni Berni per aver autorizzato il ripristino dell’intera struttura della Chiesola, ha illustrato in grandi linee il programma culturale dell’Amministrazione comunale da lui presieduta ed ha ribadito quale importanza hanno tali iniziative per “il nostro paese“, che è anche l’essenza stessa della lista che ha vinto le ultime elezioni. Al discorso introduttivo del sindaco è seguita una nota esplicativa sul testo fatta dal professore Piero Valeri a cui hanno fatto da cassa di risonanza i punti di vista di Nicolò Lenarda per gli argomenti riportati e di Alessandro Lenarda per le splendide illustrazioni.

Terminata la presentazione del libro, si è passato all’inaugurazione vera e propria della casa museo che rimarrà sempre a disposizione di chi vorrà visitarla. A differenza di quella allestita nel 2000, la nuova casa museo, diventata a tutti gli effetti una struttura permanente, si sviluppa in tre ambienti: la cucina, la camera da letto grande e una cameretta.

Visitando l’allestimento della casetta, capita di prendere tra le mani il vecchio catalogo pubblicato nell’occasione del primo allestimento, e subito ci si imbatte in un’amara riflessione degli organizzatori per l’imminente smantellamento di quanto con tanta fatica era stato creato.

Ci si rende conto che una simile amarezza è dovuta alla consapevolezza che l’iniziativa non era gradita all’amministrazione comunale di allora, o, quanto meno, non essendo farina del proprio sacco andava demolita cancellata per sempre. In esso si legge: “Tutti gli oggetti pazientemente raggranellati fra la popolazione sono ritornati ai rispettivi proprietari, perché in mancanza di altri locali idonei, si è dovuto rinunciare al sogno di allestire una casa-museo stabile. Questa pubblicazione … speriamo riesca non soltanto a salvare la testimonianza della nostra iniziativa, ma anche a consegnare ai posteri uno scorcio importante della storia del nostro paese e della vita dei nostri antenati, nelle quali affondano le nostre più vere e genuine radici”.

Finalmente è cambiato il vento! Aria nuova percorre le strade del “nostro paese”. Le iniziative da qualsiasi organizzazione arrivano sono bene accette. Le azioni e le idee sono sinonimo di libertà di pensiero e come tale si possono e si debbono confrontare per arrivare all’ottimizzazione del bene del paese.

Ritornando al catalogo della vecchia casa museo, il rammarico dello smantellamento forzato rimane fortunatamente solo uno sgradevole ricordo: la casa museo oggi è qui ed è una bella realtà.



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