

VITERBO – Il Dipartimento programmazione economica e sociale della Regione Lazio ha avviato dei procedimenti amministrativi nei confronti del Centro di riabilitazione Villa Buon Respiro di Viterbo, per il quale viene dichiarato “il non possesso dei requisiti allo stato attuale” per esercitare dalla Commissione Verifica dell’Asl.
A renderlo noto sono le organizzazioni sindacali presenti nella struttura sanitaria, che mercoledì pomeriggio sono state convocate nel centro di riabilitazione dal direttore operativo Alessandro Polverini, che ha comunicato la nota inviata dal Dipartimento in cui si annunciano i procedimenti avviati.
“Forte è la preoccupazione di utenti e familiari, operatori e sindacato che vedono nell’attivazione di questo procedimento un serio rischio di chiusura che metterebbe in forse il destino di tanti pazienti e lavoratori – ha dichiarato Mario Malerba della Cisl Funzione pubblica –. Siamo perplessi per questo procedimento della Regione Lazio, considerando che la struttura opera da oltre 40 anni nel campo della disabilità e lo ha fatto sempre all’interno di una villa storica del ‘700 di cui le problematiche strutturali sono note da sempre”.
“Ci risulta, inoltre, che l’azienda abbia presentato, fin dal 2003, richieste per la realizzazione di una nuova struttura per sopperire appunto a queste problematiche – ha proseguito Malerba - procedimento che dovrebbe essere alle battute finali per l’approvazione da parte della giunta regionale. In più è stata dichiarata la volontà di adeguare anche l’interno della villa storica con l’allocazione di circa 10 pazienti nelle case-famiglia già nella disponibilità dell’azienda”.
“Di tutto questo la Regione Lazio risulta essere informata – ha aggiunto Malerba – e speriamo che non sia l’ennesimo atto finalizzato a demolire l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria nel territorio viterbese, con l’aggravante dell’impatto sociale devastante che deriverebbe dalla possibile chiusura di Villa Buon Respiro”.
“Non possiamo permettere che questo avvenga – ha concluso Malerba - ed auspichiamo l’intervento di tutte le istituzioni e politici del territorio per scongiurare la sospensione o la chiusura di un’attività socio-sanitaria difficilmente reperibile nella nostra regione”.
Nel Centro di riabilitazione, infatti, vengono effettuate prestazioni per 230 utenti: 95 residenziali (di cui 77 nella struttura di Villa Buon Respiro e 18 nelle case alloggio), 35 utenti semiresidenziali e 100 trattamenti ambulatoriali. I dipendenti, invece, sono circa 180 tra strutturati e collaboratori, con un indotto di circa 120 operatori.