ANNO 27 n° 282
Università, nuovo statuto e nuovo complesso per BB.CC.

Il nuovo statuto, gli aspetti programmatici del triennio del rettore, l’incremento del numero di iscritti e l’utilizzo del complesso di San Pietro per la facoltà di beni culturali. Al primo incontro del suo terzo mandato, il rettore Marco Mancini, assieme al prorettore Giuseppe Nascetti, al cootrdinatore dei delegati del rettore, Massimo Ferrari Zumbini e al direttore amministrativo,Giovanni Cuculo, nel parlare dell’epocale scelta della “Governarce” dell’Università della Tuscia, ha posto l’accento sui punti fondamentali del programma che intende svolgere nel trienni, ha dichiarato la propria soddisfazione per i dati relativi al numero di immatricolazioni per l’anno accademico 2008/2009 ed ha annunciato l’ormai prossimo utilizzo dell’importante complesso di San Pietro per la facoltà di Beni culturali. Uno stato di salute, quello dell’ateneo della Tuscia, che, nonostante le difficoltà della crisi economica, le scarse risorse previste dallo strumento programmatico governativo, è complessivamente buon o, anzi pone l’università viterbese tra le più “disciplinate” in materia di rispetto delle norme e tra le prescelte per l’aumento della vocazione di ricerca assieme a quello immancabile della didattica. Il rinnovamento epocale dello statuto sta nella creazione di un consiglio di ammin istrazione cui sono demandate le funzioni di indirizzo della gestione amministrativa e finanziaria dell’ateneo, mentre al senato accademico toccano quelle normative di indirizzo di programmazione generale. Il rettore si avvale anche di un organismo, a carattere solo consultivo, composto da delegati e coordinato – come ha poi illustrato l’interessato – da Massimo Ferrari Zumbini. L’aspetto virtuoso dell’ateneo viterbese è confortato anche dai dati relativi alle immatricolazione, ma anche all’ampliamento della ricerca, che, grazie al “premio” nella distribuzione in sede nazionale, raddoppierà i ricercatori. Un aspetto particolare riguarda lo storico complesso di San Pietro, un’area di oltre 6 mila metri quadrati di grande interesse storico monumentale, destinata alla facoltà di Beni culturali a conclusione dei lavori di rifacimento che dovrebbero essere appaltati nel giro di 9 mesi. “E’ un obiettivo raggiunto con grande soddisfazione – dichiara il preside della facoltà, maria Andaloro -. Un esempio di come l’impegno dell’Ateneo e la collaborazione tra Università della Tuscia, Comune di Viterbo e territorio possa funzionare per la cultura vera ricchezza di questo territorio. Non è solo una sede più significativa ma risolve in maniera definitiva i problemi che viviamo al Riello- Ci trasferiremo da un non luogo ad un luogo in un edificio architettonicamente assai significativo denso di storia e situato in raccordo con un tratto delle mura della città fra i più conservati affascinanti”.Sono questi elementi.- secondo quanto detto in occasione dell’incontro con la stampa di ieri mattina –che lasciano intendere la possibilità, per l’Università della Tuscia, di puntare ad un futuro più tranquillo, nonostante il “taglio” dei fondi statali crei immancabili difficoltà.




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