ANNO 18 n° 264
''Una legge figlia dei post comunisti''
Roberto Bennati contrario al provvedimento: ''Mercifica la donna, br>equipara le unioni civili ai matrimoni. Sì al voto segreto''
15/02/2016 - 10:27

VITERBO – ''Che paura fanno due persone che si amano?''. Se lo chiede parte dell’opinione pubblica da tempo, e se lo è chiesto pubblicamente nei giorni scorsi anche il premier Matteo Renzi, riferendosi a due persone dello stesso sesso, nel botta e risposta col presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, sulla discussione in merito al Ddl Cirinnà, che a breve approderà all’esame del Senato. Insieme allo strascico di polemiche che si porta dietro sin dal momento in cui è stato concepito.

 

Dal giorno del Family Day ad oggi, dunque, mano a mano che ci si avvicina alla votazione sul discusso documento, lo scontro tra i favorevoli e i contrari si è fortemente accentuato, tanto che sul fronte dell'area cattolica sono scesi in campo anche lo stesso papa Francesco, oltre al presidente della Conferenza episcopale italiana. Il braccio di ferro continua, con da una parte il preisdente Renzi, il Pd e la maggioranza parlamentare che intendono andare avanti senza modificare il decreto e con il voto palese, mentre dall'altra la Cei, il centrodestra e una parte di forze rappresentate in Parlamento chiedono il voto segreto per lasciare libertà di coscienza ai senatori su un tema etico di tale spessore.

 

''Il problema vero è che il ddl Cirinnà è una legge fatta male – interviene Roberto Bennati, ex consigliere comunale di Viterbo, cattolico di centrodestra, ideatore della Consulta comunale del volontariato e, soprattutto, vice presidente nazionale del Movimento per la vita – che risponde solo alla volontà di dare una forma più organica a disposizioni normative che già esistono. Parlo del riconoscimento di alcuni diritti per le coppie di fatto, come l'assistenza in ospedale al partner o la possibilità di rimanere nella stessa casa affittata insieme per uno dei due componenti della coppia. Per quanto riguarda le questioni ereditarie, poi, tolta la parte che spetta agli eredi legittimi, esiste già una tutela per le coppie di fatto''. Per Bennati si tratta di ''un errore voluto, mirato ad equiparare il matrimonio di persone dello stesso sesso a quello tra persone di sesso diverso. Questo non è un problema cattolico o ideologico, è una questione di natura. E la natura non la si può stravolgere. Posso aggiungere un'altra cosa?''.

 

Prego.

 

''Questa legge porterà allo sfruttamento delle donne, che non saranno donatrici ma solo delle poverette che accetteranno di sottoporsi a certe procedure per necessità. Saranno usate come incubatrici, ma non si considera che i legami che si instaurano nei nove mesi di gestazione tra la donna e il bambino sono indissolubili, non si possono spezzare. Ci sono studi autorevoli effettuati negli Stati Uniti che riportano di effetti psicologici negativi evidenziati in soggetti che sono stati 'venduti', i quali poi ad un certo punto della loro vita sentono il bisogno di cercare chi li ha tenuti in grembo e messi al mondo. Anche in Italia l'associazione dei pediatri ha puntato il dito contro l’aberrazione dell'alterazione della natura umana. Non si tratta di una posizione contro qualcuno, ma a tutto c’è un limite. Di recente in Parlamento è stata approvata una legge che vieta di strappare i cuccioli di cane alla madre prima del termine dello svezzamento. Ecco, mi auguro che i bambini vengano trattati almeno come i cani''.

 

Bennati, lei che ha partecipato convintamente al Family Day, che ne pensa della replica di Renzi a Bagnasco?

 

''Una risposta gretta su un argomento che ha troppa importanza e che avrà conseguenze enormi in Italia. Chiunque al riguardo ha diritto di esprimere la propria opinione''.

 

L’Italia però è uno stato laico.

 

''Certo, e proprio per questo il cardinal Bagnasco e la Cei hanno diritto di esprimere la loro idea. La Chiesa o è riferimento morale sempre o mai, non si può ascoltarla solo quando fa comodo. Sul ddl Cirinnà anche papa Francesco è stato molto chiaro, ma qui non si tratta di una questione di dogma''.

 

Lei è quindi favorevole al voto segreto al Senato.

 

''Assolutamente. Proprio perché lo stato è laico va lasciata libertà di coscienza a chi su questo argomento deve decidere. Il voto segreto è sacrosanto, perché mette al riparo dai ricatti''.

 

Lei negli ultimi anni ha fatto parte del Nuovo Centrodestra. Però sul ddl Cirinnà la posizione di Area Popolare è quantomeno ondivaga.

 

''Sì, Ncd ha tenuto un comportamento troppo poco chiaro, che ha generato molti malumori e ha portato in tanti, me compreso, ad allontanarsi dal partito di Alfano e ad assumere posizioni critiche. Sul Ddl Cirinnà si doveva mettere in discussione la tenuta del governo, questa legge è un compromesso che non si doveva accettare''.

 

La stepchild adoption resta il nodo principale del contendere.

 

''In realtà è solo un falso problema, perché se passa il ddl Cirinnà, che omologa le unioni civili, etero e omo, al matrimonio, basterà un qualsiasi ricorso in qualsiasi tribunale per avere diritto alle adozioni. La stepchild è il nodo più evidente e più discusso, ma anche stralciando l'articolo che la riguarda, questa resta una legge fatta male perché l’equiparazione della coppia di fatto al matrimonio apre la strada comunque alle adozioni''.

 

Lo ha visto Sanremo quest'anno? Il Festival è stato accusato di voler promuovere la causa del ddl Cirinnà.

 

''Non l'ho guardato apposta per non fare share. E' scandaloso come il pensiero unico condizioni la comunicazione. Io confido in uno scatto d’orgoglio al Senato, anche perché la maggioranza degli italiani è contraria a questa legge''.

 

Secondo lei si arriverà ad una richiesta di referendum abrogativo, qualora il ddl sulle unioni civili fosse approvato così com’è?

 

''Sono convinto di sì. Però questo caso è emblematico per vedere il netto distacco che in Italia c'è tra l'azione politica di chi è al potere e le reali necessità e aspettative delle persone. La maggioranza che ci governa ha deciso di dare soddisfazione a pochi seguendo una linea ideologica. E' la vittoria dei radicalismi post comunisti”.

 

Vuole dire che si stava meglio quando si stava peggio?

 

''Si stava meglio quando c'erano i comunisti, almeno li conoscevi, sapevi come la pensavano. Ora che quell'ideologia è crollata, ha lasciato il posto a radicalismi di stampo americano e nord europeo. E sì, è certamente peggio''.




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