

VITERBO – La causa più immediata della morte di Sergio Capitani, il tecnico trentaquattrenne di Tarquinia vittima dell’incidente sul lavoro avvenuto sabato 3 aprile nella centrale Enel a carbone di Civitavecchia, è stato il colpo alla base del cranio contro un palo dell’impalcatura. Un urto violentissimo, causato dal potente getto d’acqua mista ad ammoniaca fuoriuscito dalla condotta in cui vengono veicolate le ceneri della combustione del carbone per abbattere le emissioni inquinanti. Questo, secondo quanto si è appreso, il primo risultato dell’autopsia eseguita ieri sera (8 aprile) fino alle 22 nell’obitorio del Verano a Roma.
Per quanto riguarda il quesito più importante posto dal Pm Paolo Calabria, titolare dell’inchiesta, al consulente tecnico d’ufficio, il professor Guido De Mari, ordinario di medicina legale alla Sapienza, cioè se i soccorsi siano stati tempestivi e se una eventuale intempestività possa essere stata tra le concause della morte, il perito fornirà al magistrato una prima risposta informale nei prossimi giorni, probabilmente lunedì. La risposta ufficiale e motivata, invece, sarà inserita nella relazione finale, cioè tra circa un mese. Secondo gli ispettori del lavoro, infatti, Capitani sarebbe rimasto esamine sull’impalcatura per circa 30 minuti, in quanto la struttura non sarebbe stata munita della prevista via di fuga in caso d’incidente. Una versione, quest’ultima, che l’Enel ha però smentito con decisione, sostenendo che “i soccorsi sono stati tempestivi”.
Per rispondere al terzo quesito, cioè il ruolo che potrebbe aver avuto nel decesso l’eventuale inalazione di esalazioni di ammoniaca, il consulente risponderà solo dopo aver ricevuto gli esiti degli esami tossicologici.
Intanto a Civitavecchia crescono l’attesa e l’apprensione anche per l'esito delle verifiche della task force che sta passando al setaccio la centrale, prima "leggendo" le carte, 'a freddo', e da domani, a motori parzialmente accesi, al fine di individuare possibili criticità sul fronte della sicurezza dei lavoratori.
Da parte sua, il sindaco Gianni Moscherini, che ha sfidato il colosso energetico imponendo uno stop alla produzione e ai cantieri non cambia linea. E pur piegandosi alle richieste degli esperti della task force, che hanno chiesto la ripresa dell'attività di una parte degli impianti, anticipando i tempi rispetto alla sua prima ordinanza, ha assicurato i lavoratori che una eventuale accelerazione dei tempi non inciderà sull’efficacia dei controlli in atto. Il sindaco ha anche assicurato che dopo questa prima fase "i presidi tecnici non scompariranno, ma proseguiranno con un monitoraggio continuo perché possa essere garantita la sicurezza di tutti".
Da lunedì una delegazione di parlamentari, presieduta da Oreste Tofani, si insedierà nel comune di Civitavecchia e procederà ad audizioni di tutti i protagonisti di questa triste vicenda con l'obiettivo di "acquisire informazioni" precise sulla dinamica dell'incidente mortale. Ascolterà magistrati, autorità competenti in materia di sicurezza sul lavoro, organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle aziende coinvolte, l'Enel e l'impresa di manutenzioni Guerrucci di cui era dipendente la vittima.
Infine, a Tarquinia, si stanno preparando i funerali di Capitani, fissati per sabato mattina alle 11 nella chiesa di San Francesco. La cittadina osserverà per l’occasione una giornata di lutto.