

VITERBO – (f.l.) Sono state arrestate 14 persone, di cui una in flagranza di reato, dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo durante un maxi blitz scattato nel corso della notte che ha portato allo smantellamento di un vasto traffico di cocaina tra Roma e la Tuscia e di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa nella compravendita di auto usate. Gli arresti sono stati eseguiti anche a Roma e in provincia di Nuoro.
La droga veniva acquistata nella Capitale e poi venduta, attraverso una rete di spacciatori, in vari centri della provincia. L'epicentro dell'organizzazione era un autosalone di Monterosi.
L’operazione, chiamata SLK dal nome dell’auto Mercedes che veniva usato come codice per indicare la cocaina, è iniziata nel novembre del 2010 con l’arresto di un 30enne di Canepina trovato in possesso di 12 grammi di cocaina alla stazione di Barbarano Romano ed è proseguita fino a questi giorni, impegnando oltre 250 uomini dell’Arma.
Durante le prime fasi di indagini, condotte attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, erano già finite in manette 9 persone, tutte per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ingenti i quantitativi di droga sequestrata, oltre mezzo chilo di cocaina, ma anche dosi di hashish e marijuana. Lo stupefacente entrava nella provincia viterbese giungendo prevalentemente da Roma, attraverso tre soggetti di nazionalità albanese. La droga poi, attraverso l’attività di spaccio coordinata dal titolare di un autosalone di Monterosi, passava per molte mani, fino ad arrivare al consumatore finale in piccole dosi, soprattutto nei comuni di Canepina, Soriano nel Cimino, Vetralla, Monte Romano e Ronciglione.
Le indagini dei carabinieri, dunque, si sono incentrate su due filoni: l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti che si concentrava nella zona del Cimino e l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa nella compravendita di auto d’importazione. Parallelamente all’attività di spaccio, infatti, i gestori della concessionaria avevano messo in moto un meccanismo sofisticato per truffare gli ignari clienti che volevano acquistare un’auto ( clienti a cui veniva di solito anche offerta la cocaina, ndr).
A incentivare la clientela c’erano sia i prezzi vantaggiosi delle macchine sia l’affabilità dei venditori che riuscivano a conquistare subito la loro fiducia. I clienti quindi versavano un acconto oppure lasciavano le auto in conto vendita in attesa che l’auto fosse disponibile. Dopo aver acquistato le macchine, poi, con la complicità di due agenzie romane di pratiche auto, i gestori dell’autosalone falsificavano i certificati di proprietà per poter varcare la frontiera senza problemi. Una volta arrivate all’estero, delle auto non restava alcuna traccia.
Per mesi, poi, il proprietario della concessionaria, S.V. di 20 anni, ingannava i clienti truffati inventando scuse fantasiose ed inverosimili, fino a quando alcuni clienti non decidevano di denunciare l’accaduto.
Sono state accertate, per il momento, 30 truffe di questo genere, ma le indagini sono ancora in corso e non è escluso che il numero aumenti. Tra le auto sequestrate dai carabinieri, tutte molto costose, c’è anche una limousine.
Tra i quattordici arresti figurano, oltre ai gestori della concessionaria, anche le titolari delle due agenzie romane che falsificavano i documenti di proprietà. Si tratta di due donne di Roma accusate di aver agito in concorso con i truffatori.
La cocaina veniva acquistata a Roma da tre albanesi che sono stati fermati questa mattina alle prime luci dell’alba in una sala bingo romana dai carabinieri di Ronciglione. I tre, R.G. di 37 anni, H.E. di 35 anni e B.L. di 38 risiedevano tra Roma e provincia.
Il titolare dell’autosalone, S.V. di 20 anni, era spalleggiato da altri due pregiudicati, P.C. 36enne e C.P. 40enne. In particolare, a P.C., il promotore del gruppo, è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare direttamente in carcere poiché si trovava in affidamento in prova ai servizi sociali al momento delle indagini.
All’alba di oggi tredici persone sono stati arrestate su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Viterbo: 10 soggetti, di cui tre albanesi, sono stati tradotti in carcere, 3 persone, tra cui 2 donne, invece, sono state arrestate e sottoposte al regime degli arresti domiciliari.
Oltre 250 carabinieri hanno eseguito, a partire dalle prime ore dell’alba, più di 50 perquisizioni domiciliari: durante le operazioni un 21enne di Canepina è stato arrestato in flagranza di reato per la detenzione di 115 grammi di hashish che i carabinieri e un’unità cinofila hanno rinvenuto nella sua camera da letto.
Ulteriori quantitativi di stupefacente sono stati sequestrati ad altre persone indagate, tra cui 10 grammi di cocaina, 30 grammi di marijuana ed altri 30 grammi di hashish.
Gli arrestati sono stati trasferiti nei carceri di Viterbo, Roma e Cagliari.