ANNO 27 n° 281
Truffa ad anziani: due pregiudicati finiscono in manette

ORTE - Arrestati due pregiudicati di Messina responsabili di una truffa ai danni di un anziano di Todi.

Mercoledì mattina (17 novembre), nel centro storico di Todi, un 76enne del luogo era stato avvicinato da un uomo che si presentava come cittadino svizzero, venuto nella Città di Jacopone per rintracciare un medico che aveva curato il padre, ex combattente di guerra, a cui doveva consegnare dei soldi. A questo punto si avvicinava un terzo uomo che si presentava come un avvocato di Foligno ed anche a lui il cittadino elvetico raccontava la storia del padre che era deceduto e la necessità di rintracciare un medico di Todi per donare la somma di 150.000 euro, così come indicato nel testamento del defunto genitore.

L’”avvocato” si è reso subito disponibile a ricercare notizie sul medico di Todi, facendo finta di contattare telefonicamente l’ordine dei medici. Fatta la telefonata, l’”avvocato” ha detto che il medico in questione era deceduto ed a questa notizia il cittadino svizzero ha iniziato a disperarsi facendo finta di piangere, decidendo comunque di donare la cospicua somma a favore di un’associazione di combattenti mutilati di guerra. Qui è scattata la truffa, raggirando l’anziano sul fatto che per poter fare questa donazione era necessaria l’intermediazione di un notaio, la cui parcella sarebbe stata, a termini di legge come asserito dai malviventi, di 50.000 euro. Altra scena di disperazione a causa dell’impossibilità di reperire questa somma essendo così lontano da casa.

Il complice avvocato, fingendosi commosso, si rende subito disponibile a fornire parte di detta somma che non potrà però coprire interamente a causa di una non sufficiente liquidità sul suo conto corrente presso una banca di Todi dove era entrato, uscendone poco dopo con una mazzetta di soldi realizzata ad arte che simulava 32.000 euro in vari tagli. Per far cadere completamente in inganno la vittima, a questo punto escogitano la truffa nella truffa: propongono alla vittima di fornire i restanti 18.000 euro, in cambio dei quali avrebbe ottenuto, non appena lo svizzero fosse ritornato in Patria, un bonifico che avrebbe ricoperto la somma prestata più ulteriori 8.000 euro quale rimborso per il disagio e attestazione di stima per la solidarietà dimostrata.

Il 76enne, vista l’offerta allettante, ha accettato di buon grado e, accompagnato dall’avvocato e dallo svizzero, ha prelevato 17.000 euro nella sua banca del centro storico, consegnandoli ai due. Subito dopo, l’avvocato, sostenendo che per effettuare l’atto dal notaio occorrevano delle marche da bollo, ha chiesto all’anziano di andarle ad acquistare, facendosi consegnare con una scusa anche il suo telefono cellulare per evitare che potesse allertare immediatamente le forze dell’ordine.

L’anziano, all’uscita dalla tabaccheria, però, non ha trovato più né il falso avvocato né il presunto cittadino svizzero che si erano dileguati con i 17.000 euro ed il telefono cellulare. L’anziano, in preda alla disperazione, ha raggiunto la Stazione dei carabinieri di Todi, raccontando nei dettagli l’accaduto. Sono immediatamente scattate le ricerche dei due fuggitivi, attivando anche i territori vicini, tra cui Orte.

I militari della Stazione hanno immediatamente predisposto un posto di controllo nei pressi del casello autostradale e, con la descrizione sommaria dei soggetti e dell’autovettura utilizzata per la fuga, hanno intercettato dopo poco un veicolo che corrispondeva alle informazioni fornite. Perquisendo il vano portaoggetti hanno trovato, infatti, sia l’intera somma truffata che la mazzetta finta. Del cellulare invece nessuna traccia, in quanto, per stessa ammissione dei malfattori, era stato immediatamente buttato via per evitare di essere rintracciati.

I due sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata e furto: sono un 58enne ed un 55enne, entrambi di Messina, artisti del mestiere, quasi dei veri e propri attori, come evidenziano i numerosi precedenti, tutti della stessa indole, che avevano alle spalle. Sono stati portati, poi, nel carcere di Viterbo.

Immenso il sospiro di sollievo e la gratitudine del vecchietto alla notizia dell’arresto e del recupero dei suoi risparmi, già riconsegnatigli.




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