ANNO 27 n° 287
Territorio e nuove alleanze: questa la ricetta di Egidi per il Pd

di Silvia Cannucciari

VITERBO – Dopo l’assemblea provinciale dello scorso sabato, che ha portato alla nomina del nuovo direttivo, il Pd si prepara ad affrontare i principali temi in agenda per questo inizio 2011: elezioni amministrative, sanità, nucleare, rapporti istituzionali e nuovo radicamento nella provincia.

“Quello che ha caratterizzato la direzione di partito in questi ultimi anni è stata la poca presenza, anche fisica, nel territorio – ha detto il neo segretario provinciale Andrea Egidi -, io ho ben chiara l’idea di partito che vorrei realizzare ed alla base c’è il dialogo ed il confronto costante con le varie istanze territoriali. Il primo compito che dobbiamo assolvere è quello di farci un quadro completo e dettagliato di quella che è la situazione economica, sociale e culturale della Tuscia, per comprendere quali siano le reali necessità di questa provincia ed arrivare, in questo modo, ad un programma e progetto che permetta lo sviluppo del territorio”.

“Ovviamente è un obiettivo che non potrà essere raggiunto in breve tempo – ha aggiunto – ma è necessario che il Pd ricominci davvero dall’abc, con un gruppo dirigente che abbia la testa sulle spalle ed un forte senso di responsabilità e che soprattutto vada oltre quegli strascichi che ancora ci portiamo dietro dal congresso. All’interno del partito c’è una forte convergenza e condivisione di contenuti, che si parli di infrastrutture, acqua pubblica, rifiuti o nucleare, noi ci dobbiamo basare su questo e da qui dobbiamo partire nella nostra azione. Ho passato tre anni nella minoranza e so cosa voglia dire, per questo motivo la dialettica interna ed il dialogo saranno sempre garantiti”.

Anche se l’altro candidato alla segreteria di partito, Enrico Panunzi, ha rifiutato la carica di presidente, Egidi rivendica la bontà della sua proposta all’ex sindaco di Canepina: “L’idea che anche la presidenza fosse ad appannaggio della maggioranza sarebbe sovietica ed io di certo non lo sono. Sono convinto che con il tempo la nuova nomina arriverà da sé, naturalmente, non mi voglio dare delle scadenze”.

Se il Pd deve riavvicinarsi al territorio, anche le istituzioni locali, in primis la Provincia, secondo il segretario devono farsi carico delle vere esigenze dei cittadini. “Il silenzio assordante e la subalternità delle istituzioni in molti temi cruciali è davvero allarmante. Non c’è stata una difesa del territorio, che nel giro di pochi mesi ha vissuto il rischio di vedersi sfumare i finanziamenti per il completamento della trasversale, ha visto la possibiltà che venisse costruito un termovalorizzatore nelle sue campagne ed ha subito un netto ridimensionamento del suo sistema sanitario, per non parlare poi di un aeroporto che non si capisce più in che direzione vada e di una crisi economica, occupazionale e formativa che non ci abbandona. Anche in questo caso è necessario che la Provincia agisca concretamente e che il Pd si confronti con essa, ma non solamente attraverso i propri consiglieri a Palazzo Gentili”.

Confronto che Egidi invoca anche con gli altri soggetti del centro sinistra: “Negli ultimi mesi il Pd ha creato il vuoto intorno a sé, è fondamentale, perciò, riallacciare e consolidare i rapporti, nella condivisione di un programma anche in vista delle amministrative”. Si tratta, quindi, di riportare in loco quello che il segretario Nazionale Bersani sta facendo a Roma: “Condivido l’impostazione che Bersani ha voluto dare al partito, si parte da un programma che ha come finalità unica la crescita del Paese e da lì, da quello che deve essere il punto focale, poi si costruiscono le alleanze”.

Per quanto riguarda poi l’abbandono del democratici da parte di Vittorio Pugliesi, Egidi si è detto dispiaciuto del fatto che un personaggio del suo spessore abbia preso questa decisione, ma ha anche precisato che la scelta fatta dall’ex popolare è figlia maggiormente delle dinamiche nazionali del partito, piuttosto che da quelle provinciali.

Intanto il Pd si prepara ai primi appuntamenti in calendario: la visita di Massimo D’Alema a Viterbo il 4 febbraio e l'assemblea pubblica per ribadire il “no” al nucleare, prevista a Montalto di Castro il prossimo 8 febbraio.




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