ANNO 27 n° 296
Teatro in fuga da Viterbo - ''I Giovani'' in scena a Tuscania
Angelo Frateiacci: ''Abbiamo provato a debuttare nella nostra città ma purtroppo non ci sono più spazi''
16/04/2012 - 06:36

 

(*) di Angelo Felice Frateiacci

 

VITERBO - Torniamo al Rivellino di Tuscania dopo 8 anni. Più o meno proprio in questo periodo, nel 2004, proponemmo e fummo ospitati dal Comune che ci concesse il teatro per un piccolo cartellone di tre spettacoli che la nostra compagnia aveva in repertorio.

Più o meno in questo periodo nel 1982, 30 anni fa, esordimmo al teatro Unione di Viterbo con il primo lavoro teatrale della nostra associazione, “Giorni felici” di Puget, per la regia di Alberto Corinti, promotore e fondatore della compagnia “I Giovani”.

Quando, oggi, ci capita di presentare la nostra compagnia è inevitabile registrare il ghigno simpatico del nostro interlocutore che ironizza sulla denominazione del gruppo. D’altra parte come dargli torto, basta il colpo d’occhio su alcune delle affascinanti calvizie o delle dirompenti anagrafiche chiome incanutite, per consapevolmente ammettere lo scorrere del tempo.

Comunque, da allora, non era mai successo che il debutto di un nuovo spettacolo teatrale avvenisse fuori Viterbo. Sia ben chiaro, siamo assolutamente grati al comune di Tuscania che ci consente di presentare il nostro lavoro in un ambiente idoneo ed accogliente, però al contempo, ci è dispiaciuto e ci amareggia questa emigrazione obbligata.

Purtroppo, a Viterbo, non ci sono più teatri; ci abbiamo provato a debuttare nella nostra città ma non ci sono più spazi o quelli potenzialmente utilizzabili non presentano più quelle caratteristiche di idoneità tecnica e di sostenibilità economica accettabili. Ed è un gran peccato, davvero.

Per carità, noi siamo ben avvezzi all’indifferenza del territorio, possiamo a pieno titolo considerarci dei teatranti nomadi che da oltre 30 anni cercano una fissa dimora. Abbiamo domandato ospitalità a tutti i soggetti che pensavamo potessero ascoltarci, chiedendo uno spazio appropriato per le prove e, magari, per gli spettacoli teatrali. Un luogo che necessita inevitabilmente di superfici utili sia per le fisicità attoriali che per le attrezzature tecniche. Insomma di un teatro, piccolo, ma un teatro con un palcoscenico, le americane, l’arlecchino … ecc.., non uno spazio qualunque ma uno dedicato.

Purtroppo non ha funzionato ma, non possiamo sottacerlo, la condizione degradante che ha investito e che coinvolge le associazioni culturali locali, nelle varie espressioni artistiche, segnala un impoverimento preoccupante. E ci obbliga, tutti, ad un maggiore impegno e solidarietà non più solo a difesa di piccoli o grandi progetti di quartiere ma che ambisca a coinvolgere l’intera città in un programma di valorizzazione e di promozione dei benefici della cultura teatrale, soprattutto tra i giovani.

Nel frattempo, vi aspettiamo il 5 maggio a Tuscania, potrebbe essere un buon inizio.

 

(*) Angelo Felice Frateiacci - Presidente Compagnia “I Giovani” - Consigliere regionale Uilt -Unione Italiana Libero Teatro




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