

Riceviamo e pubblichiamo
La proposta di legge regionale concernente il “riordino degli enti agrari del Lazio”, proposta dall’assessore regionale con delega agli Enti Locali, Giuseppe Cangemi (PDL), della Giunta Polverini, si appresta ad essere una riforma di epocale importanza, indirizzata a dare agli enti agrari regionali il giusto riconoscimento per il ruolo che da sempre rivestono e svolgono sui rispettivi ambiti territoriali.
Come si legge nel testo della proposta regionale, tante le novità che vanno sia verso la direzione di una razionalizzazione della spesa pubblica, sia come cambio di indirizzo amministrativo degli Enti stessi su materie come la promozione turistica del territorio ed il sociale.
Alcune novità all’interno dei rispettivi ambiti del testo proposto, vede ad esempio la riduzione del numero dei consiglieri che da 20 scendono a 10 per un numero di utenti superiori a 1000; all’art. 20 è istituita la “consulta delle Università Agrarie” organismo consultivo della Regione; all’art. 21 gli “archivi storici e banca dati” in cui la Regione coopera con la Sovrintendenza Archivistica alla tutela degli archivi storici delle Università Agrarie; all’art. 22 è istituita la “banca dati delle Università Agrarie del Lazio” fruibile attraverso il sistema informatico regionale; all’art. 23 ai fini della valorizzazione dei territori è istituita con apposito regolamento la “Via dei tratturi e delle antiche università”; all’art. 24 è istituita la “Giornata degli enti agrari del Lazio” al fine di riconoscere e valorizzare il ruolo svolto nel corso degli anni dagli enti stessi.
È con interesse che si guarda a questa proposta di legge che, tende a inquadrare gli enti agrari nel loro importante ruolo di custodi della cultura, dell’ambiente e della società su cui gli stessi insistono come enti istituzionali di responsabilità.
Un plauso all’assessore regionale Giuseppe Cangemi (PDL), che ha richiesto come iter di formazione della legge la partecipazione degli stessi enti agrari, chiamandoli ad avanzare proposte in merito a questa importante proposta, e qui, indubbiamente l’Università Agraria di Tarquinia saprà dare il suo giusto ed importante contributo.
Non dimenticando mai quello per cui gli enti agrari, specie le Università Agrarie, sono nate e per cui esistono, che è la loro capacità di generare sviluppo nell’ambito “agro-forestale”, che oggi più che mai ha bisogno di essere salvaguardato e conservato, questa si prospetta una riforma di inquadramento normativo moderna e attuale, ed è quindi un intervento ed un impegno, importante, intelligente e necessario.
Infine, volendo rimarcare l’importanza degli enti agrari come “custodi di tradizioni e cultura”, ricordo come le Università Agrarie, sono riconosciuti come “un bene culturale”, si veda l’art. 146 del T.U. n 490/99 e l’art. 4 dello stesso testo unico che recita in merito “ in quanto testimonianza avente valore di civiltà”, in definitiva un riconoscimento di legge questo meritevole e di giustezza, per degli “Enti” molto importanti, sia alla vita sociale che economica di una comunità territoriale.
Alessio Gambetti
Consigliere del Popolo della Libertà all’Università Agraria di Tarquinia