ANNO 27 n° 291
TANGENTI - Si esprime Umberto Cinalli, assessore per la Sinistra della Tuscia

Riceviamo e pubblichiamo.

La vicenda delle tangenti, nella quale sono coinvolti anche funzionari comunali e di importanti enti regionali e imprenditori locali, apre scenari e impone interrogativi di grande rilievo. Inquietante il silenzio della politica viterbese. Oltre gli atti dovuti – la sospensione di Scapigliati dalle sue funzioni pubbliche – e le dichiarazioni di voler avviare una inchiesta interna da parte del vice sindaco Meroi, è urgente una riflessione pubblica su quanto è accaduto ed è ancora più importante capire se è sufficiente e opportuna la sola verifica degli atti “interna” alle stanze della amministrazione comunale. Si impone una riflessione politica sullo stato delle funzioni e delle rappresentanze pubbliche in questa città ed in questa provincia in tema di programmazione urbanistica. Non appare infatti sostenibile la tesi che si tratti solo di un caso di corruzione tra singoli soggetti: è chiaro che la questione è più complessa e vasta e coinvolge tutti i livelli.

E’ presumibile – secondo quanto dichiarato dagli inquirenti – che il giro di affari ammonti a svariati milioni di euro di mazzette e che possano essere coinvolti altri personaggi del mondo della politica e della imprenditoria locale. Va detto che erano in molti – e noi tra questi – coloro che paventavano la presenza nelle pubbliche amministrazioni viterbesi di reti di clientele e di interessi che legavano politica e imprenditori. Nella “migliore” delle ipotesi una estesa area grigia oltre il limite della concussione. Ora parte di questo malaffare sembra essere stato scoperto. Cosa accadrà ora? Potrà la classe politica viterbese fare ammenda e avviare una seria analisi delle proprie responsabilità e dei propri limiti? Tutti i dubbi in tal senso sono più che legittimi. Le ultime vicende nella sanità locale sono esemplari e sconfortanti. E avrà il coraggio la classe politica di questa città e di questa provincia di rivedere le scelte “sospette” degli ultimi anni in questi settori – alla luce del coinvolgimento del responsabile della Soprintendenza Fatica e dell’Ispettorato della polizia mineraria della Regione De Paolis? Cave – a rischio discarica abusiva - e ville rurali che nascono come funghi in un piovoso autunno, vincoli paesaggistici e archeologici annullati con improbabile leggerezza, imprese che ottengono con insolita facilità i nulla osta per realizzare grandi impianti energetici.

Non è forse giunto il momento di fare il punto della situazione? In un sistema fragile e in alcuni casi corrotto – come quello della pubblica amministrazione nel viterbese – mafia e camorra trovano terreno fertile. Ma la politica sembra non porsi il problema. O non vuole?

Per Sinistra e Libertà della Tuscia
- Ass.ne Per la Sinistra della Tuscia -
Umberto Cinalli




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