ANNO 27 n° 296
Stupro di Montalto: il padre di uno dei presunti aggressori parla a "Mattino 5"
Ciò che era accaduto domenica scorsa davanti al Comune di Montalto di Castro, durante la trasmissione Domenica 5, aveva lasciato tutti di stucco: telespettatori e chiunque fosse presente in studio. Per questo, per riuscire a parlare con più calma e civiltà del caso di stupro, Brachino questa mattina ha invitato a Mattino 5 uno dei padri degli 8 ragazzi stupratori: proprio quel padre che si era scagliato contro l’unica donna che aveva coraggiosamente difeso la vittima dell’aggressione. Domenico, questo il nome dell’uomo, ha cercato di esprimere i pensieri di un padre che si vede coinvolto in un caso del genere. “Difficile parlare dopo la figura fatta domenica davanti al Comune” ha detto. “Mio figlio mi raccontò di quella serata di 2 anni e mezzo fa. Avevano concluso la festa in pineta ma non mi parlò mai di uno stupro. E io non sospettai niente dato che lo vedevo contento.” Le sue sono state parole di difesa per il figlio aggiungendo che la situazione non è come la descrivono tutti i media: “E’ un’accusa non si riesce a mandare giù quella di essere additato come il padre di uno stupratore presunto, dato che ancora non è stato condannato”. “Io sono un uomo che per 40 anni ha lavorato con le pecore, siamo gente umile, e una cosa del genere è per noi devastante”. Anche il ragazzo, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, lasciò la scuola e affiancò il padre nel suo lavoro di allevatore. Domenico ha cercato poi di giustificare la reazione sua e di altri che tutti hanno visto domenica scorsa: “E’ stata dovuta alla frustrazione trascinata per due anni e mezzo senza che nessuno ci dasse voce”. Mentre per quanto riguarda le offese mosse alla ragazza vittima del branco ha detto: “Io non ho mai parlato male di lei e ho sempre impedito a mio figlio di farlo dal momento che sono coetanei”. Domenco è stato accompagnato dall’avvocato di uno dei ragazzi: Pier Salvatore Maruccio. Costui ha precisato che il giudice ha deciso per la messa in prova dei ragazzi alla luce dei fatti: “Ne vedeva l’idoneità ad esserne sottoposti per garantire una tutela maggiore dei giovani, che all’epoca avevano solo 15 anni”. Presente in studio anche lo psichiatra Alessandro Meluzzi il quale, alla domanda di Brachino “La ragazza poteva essere consenziente?” ha risposto: “E’ inequivocabile che lo stupro ci sia. E’ invece discutibile l’esistenza dello stupratore come lo intendiamo noi criminalmente e psicologicamente. I ragazzi si sono trovati in una sorta di ‘orgia’ che poi la ragazza ha percepito e descritto come uno stupro, ma per loro non lo era”. L’ultima dichiarazione lasciata poi da Domenico alle telecamere di Mattino 5 è quella di non voler essere più accusato di difendere la sua e l’immagine del figlio piuttosto che quella della ragazza, danneggiata per molti aspetti da ciò che ha subito.

Angelica Cipriani



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