

VITERBO – Stupore e incredulità. Questa la reazione delle persone interrogate dagli inquirenti per il presunto stupro di Capodanno.
Sono stati infatti ascoltati quattro dei partecipanti alla festa nel castello di Roccalvecce, durante la quale una ragazza romana di 24 anni, neo laureata, asserisce di essere stata stuprata da uno o più giovani. Gli interrogatori sono stati compiuti a Roma dal capo della mobile di Viterbo Fabio Zampaglione, delegato alle indagini dal pm Stefano D’Arma, che sull’episodio ha aperto un fascicolo contro ignoti.
Il primo ad essere ascoltato è stato Giovangiorgio Afan de Rivera Costaguti, figlio del proprietario dell'omonimo castello e organizzatore della festa.
Secondo quanto si è appreso, tutte le persone interrogate - rampolli dell’alta borghesia romana, alcuni dei quali nobili - avrebbero dichiarato di essere all’oscuro del presunto stupro o hanno definito la storia inverosimile.
Sono inoltre stati repertati indizi che nei prossimi giorni saranno oggetto di esami tecnico-biologici. Un particolare quest’ultimo che potrebbe essere reso possibile dal fatto che la giovane, al contrario di quanto aveva fatto in un primo momento, abbia accettato di consegnare agli investigatori i suoi indumenti intimi, sui quali aveva individuato delle piccole macchie che potrebbero essere di liquido seminale.
Per quanto riguarda la decisione della ragazza di non presentare una denuncia, dagli ambienti investigativi si apprende che la stessa avrebbe a disposizione un lungo periodo di tempo per poterlo fare e che comunque le indagini proseguiranno d’ufficio in base alle dichiarazioni rese agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo.
Qualora non lo facesse, però, si porrebbero dei problemi di ordine procedurale per quanto riguarda la validità processuale di una parte delle sue asserzioni.
Domani il capo della mobile viterbese tornerà a Roma per ascoltare altri partecipanti alla festa.