

Riceviamo e pubblichiamo:
“Nepi, paese dalle acque salubri”. Ricordo con piacere che con questa espressione, qualche lustro fa, alcuni cartelli posti all’ingresso della nostra cittadina la caratterizzavano inequivocabilmente. Oggi purtroppo la situazione è molto cambiata con un continuo peggioramento della qualità, sia delle acque interne (Fossi), che delle sorgenti di approvvigionamento idrico. Proprio in riferimento a queste ultime, da qualche tempo è aumentato il livello della concentrazione di arsenico. Mentre fino a poco tempo fa si poteva asserire che la quantità di arsenico nell’acqua erogata era sempre la stessa, ma a cambiare erano stati solo i valori massimi ammissibili per effetto del D.Lgs. n. 31/2001 (Max 10 µg/l), dai risultati delle recenti analisi comunicati dalla Ausl risultano superati sensibilmente addirittura i valori ammessi dalla normativa in deroga emessa con DPRL n.T0902/2009 (Max 50 µg/l).
A seguito dello sforamento di questi parametri (anche quelli previsti dalla deroga), la Ausl proponeva al “Sindaco del Comune Nepi”, già dai primi di Febbraio di quest’anno, di adottare “il divieto di non potabilità”, ma questi, in procinto di candidarsi per le imminenti Elezioni provinciali, se ne guardava bene. Conseguentemente, il 15 Febbraio 2010 ed il 18 Marzo 2010, la Ausl provvedeva a prelevare, in entrambe le date, da 5 fontane pubbliche di Nepi alcuni campioni d’acqua. Dall’analisi di questi veniva riscontrato in 4/5 dei campioni prelevati il superamento del Valore Massimo Ammissibile in riferimento al parametro Arsenico (Valore medio 54 µg/l). Tali risultati venivano inviati ancora al “Sig. Sindaco del Comune di Nepi” rispettivamente il 25 Febbraio 2010 ed il 7 Aprile 2010, “per il seguito di competenza”.
L’Ordinanza del Sindaco n. 12, che vieta ai cittadini l’utilizzo dell’acqua pubblica per gli usi potabili, veniva emessa solamente il 14 Aprile 2010, quindi ben oltre un mese dopo aver recepito che i risultati acquisiti non presentavano “i requisiti minimi di idoneità per il consumo umano”. Inoltre a questo Atto straordinario, non sembra essere stata data la giusta diffusione. Per esempio credo fosse stato il caso di affiggere l’Ordinanza nei pressi delle pubbliche fontane, nonché di diffonderla sui giornali della cui collaborazione l’amministrazione si avvale “per far conoscere ai nepesini gli atti più importanti che vengono assunti”.
In prossimità delle fontane pubbliche non mi è sembrato di aver visto nulla, ne tantomeno nelle pubblicazioni de “il Municipale” (di cui è Direttore editoriale il Sindaco) di Aprile, Maggio e Giugno; eppure credo che ai nuclei famigliari di Nepi avrebbe fatto piacere essere informati sulla qualità dell’acqua che esce dai propri rubinetti, oppure si ritiene che questi siano interessati unicamente ai corsi di Intellego ed al festival canoro “Musicalia”? Ironia della sorte, lo stesso 14 Aprile, la Società che gestisce il servizio idrico (Talete) confermava “che l’impianto di abbattimento arsenico è in funzione, per controllarne il rendimento. Dopo tale fase che stimiamo sarà ultimata entro questa settimana immetteremo l’acqua trattata in rete”.
Da allora sono passati più di tre mesi, l’Ordinanza è ancore in vigore, l’acqua non è potabile, pochi lo sanno, ma intanto andiamo alla posta a pagare improbabili fatture, di importo pressoché raddoppiato in cui c’è scritto “Acqua p.” dove “p.” dovrebbe stare per “potabile”. Per non parlare poi della depurazione, che da sola merita un comunicato a parte. A proposito di mesi passati! La Delibera di Consiglio comunale n.64 del 2009, che prevedeva “di sospendere l’affidamento della gestione del S.I.I. del Comune di Nepi, alla Talete Spa […] a partire dal 1 gennaio 2010” che fine ha fatto? I firmatari della raccolta “contro le bollette pazze” stanno ancora aspettandone l’esito.
Il Consigliere comunale
Pietro Soldatelli