ANNO 27 n° 286
Sicurezza e rilancio del lavoro, la ricetta de La Destra
Interviene il candidato consigliere comunale Umberto Ciucciarelli
27/04/2013 - 13:24

Riceviamo e pubblichiamo

Al di là dei proclami di facciata di ciascun candidato a Sindaco, reputo opportuno cominciare a parlare di ciò che i Viterbesi vorrebbero ascoltare, in termini lontani dal politichese, su cosa andrebbe subito fatto per ridare nuova linfa vitale alla Città. Molti spunti riportati nel “Programma de La Destra per Viterbo -per Andrea Scaramuccia Sindaco” recentemente diffuso meritano un approfondimento sulla loro genesi, che in larga parte deriva semplicemente dal buon senso applicato al vivere quotidiano.

E' un dato di fatto, ad esempio, che il Centro Storico appare sempre di più come un nobile in decadenza. Con la inevitabile e fisiologica espansione della Città verso l'esterno della Cinta Muraria, agli antichi fasti commerciali ed artigianali si è andato via via sostituendo un deserto, appena presidiato da qualche residuo negozio d'abbigliamento (in larga parte riconducibile a pochi nomi) e da poche, lodevoli quanto coraggiose, iniziative nel campo della ristorazione e della somministrazione.

Ora il Centro dovrà poter vivere di turismo. Che è fatto di accoglienza, alternative, pulizia, vita.

Invito chiunque ad andare a chiedere ad ogni gestore perchè non ha interesse, allo stato attuale, a far si che il suo locale viva di nuova vita attraverso, che so, il rinnovo o la predisposizione di stigliature esterne (tavoli, poltroncine e quant'altro), la filodiffusione musicale o l'organizzazione di piacevoli serate di pianobar, eventi culturali (prosa e poesia, presentazione di un libro) o degustazioni.

La risposta è semplice: allo stato delle cose non conviene.

I gestori, come ogni altro imprenditore, i conti se li fanno. E fra tassa d'occupazione di suolo pubblico e Siae ogni evento ha costi spesso tripli rispetto ai ricavi. Tristemente, ciascuno di loro preferisce sopravvivere con il “mordi e fuggi” o, se è fortunato ad avere la propria attività vicino a S.Pellegrino o Piazza del Gesù, rispettivamente sfruttare i mesi di luglio e di maggio per raccogliere le briciole degli unici eventi presenti in calendario.

Se vogliamo che Viterbo diventi veramente un salotto, che al contempo dia di che vivere a tutti coloro che operano al suo interno, abbiamo una sola strada percorribile: coinvolgere gli imprenditori facilitando il loro lavoro.

Abbiamo proposto lo sviluppo del concetto di “evento diffuso”, gestito e controllato dagli stessi esercenti, per poter raggiungere all'unisono due grandi obiettivi: controllo dei malintenzionati e rilancio del lavoro.

Facendo coincidere gli interessi di Amministrazione ed operatori.

La prima si farà carico della Tassa di Occupazione di Suolo Pubblico e della SIAE finora dovute da ogni esercente, in cambio di controllo ed organizzazione pianificata di eventi a carico di chi imprende.

Altre non meno importanti proposte riguardano un'agevolazione IMU per quei proprietari di immobili sfitti che intendano farli rivivere ed a chi aprirà attività legate al turismo (souvenir, informazioni turistiche, prodotti tipici, mostre, guide etc.)

L'operazione avrebbe un costo annuale per Palazzo dei Priori di circa 300.000 euro in termini di mancati introiti fiscali e soldi dovuti alla SIAE, a fronte di risparmi per circa 180.000 euro su altri fronti. La differenza ci sembra un costo sociale equo da sostenere affinchè il Centro torni agli antichi fasti: questo non significherà nuove tasse, individuando la cifra mancante in altri capitoli di bilancio da rivedere. E non mancano......

Umberto Ciucciarelli - candidato Consigliere Comunale de La Destra Viterbo




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