ANNO 27 n° 288
Sempre più pazienti all'ambulatorio per le apnee notturne
Sono sempre più numerosi i pazienti che si rivolgono quotidianamente all’ambulatorio per lo studio dei disturbi del sonno e delle malattie cardiovascolari attivo presso il presidio sanitario di Montefiascone. Il servizio, che proprio in questi giorni compie il suo primo anno di operatività, fa riferimento all’Unità di Geriatria diretta da Luigi Cricco, ed è gestito, oltre che da quest’ultimo, anche da Alessandra Fiorentini.

“Le persone che ricorrono al nostro ambulatorio – spiega il dottor Cricco - vengono valutate dal punto di vista cardiovascolare (tramite visita cardiologica, ECG Holter, monitoraggio pressorio nelle 24 ore, test da sforzo) e, in caso di sospetto di apnea notturna di tipo ostruttivo, vengono sottoposte a polisonnografia. Recentemente, vista la stretta correlazione tra patologie cardiache e patologie respiratorie, il paziente viene inquadrato in un ambito più ampio per una prevenzione cardiorespiratoria completa, tramite la collaborazione con l’ambulatorio di pneumologia, che fa capo sempre all’unità di Geriatria e che è gestito dal dottor Della Casa. In questa sede vengono eseguite le spirometrie anche con test di reversibilità, emogasanalisi e test dei 6 minuti”.

I disturbi del sonno sono molto frequenti e sono associati a patologie di varia natura. Il 5% della popolazione adulta presenta la sindrome da apnea notturna di tipo ostruttivo (OSAS, dall’inglese: Obstructive Sleep Apnea Syndrome). Questo disturbo è caratterizzato dal collasso delle vie aeree superiori e da ciclici episodi di chiusura parziale dell’ipofaringe, con successivi sforzi inspiratori allo scopo di riaprire il passaggio dell’aria, che alla lunga, oltre ad avere ripercussioni durante l’attività diurna, con apatia, facile affaticamento e sonnolenza in chi ne soffre, possono provocare ripercussioni di tipo cardiocircolatorio (aumentando il rischio di ictus, ipertensione arteriosa e morte improvvisa), di tipo nervoso-psichico, sulla libido e complicanze broncopolmonari.

L’OSAS è largamente sotto diagnosticata, tanto da stimare che non sia individuata nel 93% delle donne e nell’82% degli uomini con sindrome moderata-grave. La pratica migliore per la diagnosi è rappresentata dalla polisonnografia: un esame indolore, privo di controindicazioni o complicanze, che consente di monitorare durante la notte numerose funzioni dell’organismo. Il cardine terapeutico in caso di apnea-ipopnea ostruttiva del sonno non è farmacologico ma un apparecchio che consente la ventilazione meccanica a pressione positiva continua, chiamato CPAP (acronimo di Continuous Positive Airway Pressure) che, insufflando nel naso aria a pressione positiva costante, consente di mantenere pervie le vie aeree superiori vincendo le resistenze all’origine degli episodi di apnea-ipopnea.



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