ANNO 27 n° 281
Scacco al mercato della droga
La sinergia tra carabinieri e guardia di finanza ha assicurato alla giustizia
32 persone che gestivano il narcotraffico nel centro storico di Viterbo
19/05/2014 - 13:47

di Flavia Ludovisi

VITERBO – 25 custodie cautelari in carcere, 7 ai domiciliari, 1 arresto in flagranza di reato, 2 etti di cocaina sequestrata e 60 perquisizioni, Per un totale di oltre 250 militari, 80 mezzi, un elicottero e 4 unità cinofile impiegati. Questi sono i numeri della maxi retata antidroga dei carabinieri e della guardia di finanza di Viterbo che alle prime luci dell’alba di stamattina ha messo il punto all’operazione denominata Babele per la varietà di lingue e nazionalità venuta alla luce a seguito delle intercettazioni. Le indagini per contrastare il fenomeno dello spaccio nel capoluogo, coordinate dal sostituto Paola Conti, hanno preso avvio a gennaio 2013 e si sono concluse in mattinata. Già lo scorso anno erano state assicurate alla giustizia 24 persone e il quantitativo di droga sequestrato superava i 2 chili tra cocaina, eroina, marijuana e hashish.

''Ennesima operazione che è frutto della sinergia tra carabinieri e finanzieri – ha esordito alla conferenza stampa di stamattina il comandante provinciale dell’Arma di Viterbo Gianluca Dell’Agnello. Una collaborazione che ci ha permesso di stroncare il traffico di stupefacenti radicato nella città di Viterbo, specialmente nel centro storico''. Ma non solo.''Con questa operazione – ha aggiunto il comandante provinciale della guardia di finanza Alfonso Amaturo - abbiamo anche posto fine al fenomeno di tutti quei reati strettamente connessi con il narcotraffico, come scippi, furti e rapine''.

Delle 32 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip Franca Marinelli, sono state eseguite 30. Un tunisino e un dominicano, infatti, mancano all'appello ma sono già stati localizzati all'estero. Dei 30, 16 sono italiani, quasi tutti viterbesi, 9 sono cittadini di origine dominicana, 4 nordafricana, più 2 albanesi e una romena.

Droga di tutti i generi messa sul mercato da due diverse comunità che operavano soprattutto nel centro storico di Viterbo in collaborazione con gli italiani. Da un lato cittadini dominicani, la cui piazza consisteva soprattutto nella zona Sacrario e piazza San Faustino, e dall’altro magrebini, che spacciavano invece nel quartiere medievale di San Pellegrino. Ogni comunità aveva un diverso canale di rifornimento degli stupefacenti: ''I dominicani – ha spiegato il tenente colonnello della guardia di finanza Domenico Costagliola – si avvalevano dei cosiddetti ovulatori, che attraverso l’ingerimento della droga e, passando per la Spagna, arrivavano nel territorio nazionale; la comunità magrebina invece si riforniva perlopiù nella capitale. La detenzione delle sostanze veniva affidata poi, dietro compenso, a terze persone, quasi tutte incensurate''.

Ben articolate anche le tecniche per arginare i controlli. Le comunità infatti, seppur radicate, si servivano di espedienti ben architettati per sfuggire alle forze dell’ordine. ''Si tratta di soggetti difficilmente individuabili – ha commentato il capitano del nucleo investigativo dei carabinieri Giovanni Martufi -, che usavano tra loro nomignoli italianizzati, nomi in codice per la droga e soprattutto che cambiavano spesso abitazione. Ma grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche e a una sinergia ben consolidata con l’autorità giudiziaria viterbese siamo riusciti ad assicurarli alla giustizia''.

Preziosa è stata anche la collaborazione con i reparti speciali delle direzioni, come lo Scico, servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della finanza, che ha permesso di utilizzare potenti tecnologie e, soprattutto, come ha sottolineato il tenente colonnello Costagliola, ha fatto sì che le indagini siano state portate avanti a costo zero, senza dispendio economico.

Le perquisizioni e gli arresti sono avvenuti stamani all’alba, intorno alle 5, quando è scattato il blitz congiunto che, come detto, ha impiegato centinaia di uomini, unità cinofile e elicotteri. Curiosa la telefonata di un cittadino all’utenza delle fiamme gialle 117 alle 5,30 di stamani. ''Abbiamo ricevuto le lamentele di un signore per il troppo rumore dell’elicottero che evidentemente stava sorvolando sul suo appartamento – ha raccontato il colonnello Amaturo. Ci ha chiesto cortesemente di spostarci perché non riusciva a dormire''.

CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO DELLA RETATA




Facebook Twitter Rss