ANNO 27 n° 290
Santa Rosa Venerini, una lapide sul corso

Scoperta una lapide che ricorda la figura di Santa Rosa Venerini, fondatrice della prima scuola femminile, viterbese, proclamata santa da papa Benedetto XVI nel 2006. Alla cerimonia ha preso parte, davanti alla folla dei presenti tra cui spiccavano gli studenti del Liceo Biologico delle Maestre Pie di Viterbo, accompagnati dai docenti e dalla preside suor Mariangela Pietrangeli,il vescovo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, che oltre a ricordare la figura della grande viterbese vissuta tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII, ha benedetto la lapide. Tra i presenti, il presidente della Provincia Mazzoli, il sindaco Giulio Marini, gli assessori Sabatini, Zucchi e Arena, il questore Raffaele Micillo, e la Superiora generale delle Maestre Pie Venerini, suor Maria Teresa Crescina.

Quest'ultima, nel suo intervento, ha parlato della fondatrice, del suo ruolo svolto nella città di Viterbo. La lapide scoperta è affissa sulla facciata dell'edificio della Banco di Brescia (Ubi Banca) su Corso Italia angolo via della Spienza.

"Questa lapide - ha sostenuto Mons. Chiarinelli - testimonierà una presenza importante per Viterbo; essa infatti rappresenta l'opera di questa nostra grande santa, le nostre suore e le loro scuole diffuse in tutto il mondo. Oggi bisogna vedere questo luogo come l'incubatrice della grande idea di Rosa Venerini". Il vescovo ha voluto anche rivolgersi ai giovani e alla loro educazione, ricordando come la prossima assemblea dei vescovi sarà dedicata proprio a loro. "Ragazzi - ha detto infatti il vescovo - siete voi che ci state a cuore e per voi vogliamo costruire una strada sicura che abbia degli obiettivi e dei valori. Mi auguro dunque che questa lapide possa ricordare ai viterbesi che qui è nata una donna che ha cambiato la storia, combattendo contro tutto e tutti per il suo ideale. Questo devono imparare a capire i giovani di oggi. Spero che S. Rosa Venerini possa far germogliare in nuovi frutti, le idee delle nuove generazioni e che dal cielo voglia benedire la nostra città". E' intervenuto anche il sindaco Marini, il quale definendo Viterbo una città di grandi santi, come la stessa Rosa, ha lanciato un messaggio ai giovani, incorraggiandoli a portare avanti nella storia la cultura di grande livello di cui è insignito il capoluogo della Tuscia.
La lapide è stata affissa sulla parete dell'attuale banca di Brescia, in prossimità dell'Archetto, proprio dove visse la piccola Rosa. "Quel complesso di fabbricati che oggi in Via della Sapienza (allora via della Svolta)parte da Via dell’Archetto e va verso il Corso Italia , nel 1600 era quasi completamente di proprietà della Famiglia Venerini - spiega monsignor Salvatore del Ciuco - Tanto che il vicolo De Bonelli (così si chiamava Via dell’Archetto) i viterbesi la chiamavano anche Via de’ Venerini per le proprietà che quella famiglia possedeva lungo la via fino all’angolo del Corso. Là dove oggi è il Banco di Brescia. Qui abitavano il padre di S. Rosa, Goffredo che era Direttore dell’Ospedale Grande di Viterbo, con la moglie Marzia Zampichetti e la figlia Rosa. Nel 1672 alla casa dei Venerini si aggiunsero la casa e i negozi degli Zampichetti, zii della santa, che possedevano negozi e un’importante farmacia sita a piano terra. Quando i Venerini dalla prima abitazione, nei pressi di S. Faustino, si trasferirono in questo quartiere, S. Rosa aveva sedici anni. Fu proprio qui che la santa intuì che bisognava aprire la scuola destinata anche alle giovani donne. Fu in quest’angolo di Viterbo che è nata la prima scuola pubblica femminile in Italia.

Da questo quartiere viterbese è partita la grande avventura di Rosa che nel secolo XVII ebbe un'idea geniale e dinamica dell'importanza della scuola e dell'educazione femminile". Scrive l’Angeli un suo biografo: ” Le donne e ragazze uscivano dalle case e si avviavano verso il vicolo De Bonelli .. Rosa le accoglieva nella stanza grande a pian terreno dove aveva sistemato una specie di altarino e tutt’intorno panche e sgabelli..”. Il genio educativo di Rosa Venerini, combattendo prevenzioni consolidate nei secoli, intuendo le vere istanze del suo tempo aprì una nuova via alla presenza della donna nella società. Capì, fin da allora, che solo con la scuola e la cultura la donna poteva emanciparsi, raggiungendo un vero progresso religioso e civile. Per comprendere la rivoluzione operata dalla nostra santa con l'istituzione della "Scuola Pia», scuola pubblica gratuita per le figlie del popolo, iniziata a Viterbo e diffusa poi in Italia e nel mondo.

Grande la soddisfazione anche da parte del creatore della lapide, Claudio Magagnini, famoso scultore di Oriolo Romano, che oltre a questa splendida opera ha realizzato anche la Statua della Giustizia presso il Tribunale, il Leone di Viterbo consegnato al principe Carlo d'Inghilterra nel 1995. Tra le sue splendide creazioni anche lo stemma dell'Università della Tuscia e il "Saturno a cavallo" a Sutri.



Per questo grande giorno, le Maestre Pie Venerini di Viterbo hanno scritto in onore della loro santa questa splendida poesia dedicata soprattutto ai giovani:

Il fascio di luce, che dall'antica Tuscia diradò la notte di ogni tempo e di ogni luogo, attraversi la tua vita e illumini il tuo cammino.




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