

VITERBO - Circonvenzione di incapace. E' l'ipotesi di reato per la quale la procura di Firenze chiede il rinvio a giudizio di un sacerdote, accusato di aver approfittato della precaria condizione mentale di una maestra in pensione per portarle via 40 mila euro. Il sacerdote ha sempre sostenuto di aver usato i soldi dell'anziana per assisterla, perché era trascurata dai parenti.
In base a quanto ricostruito dal pm Filippo Focardi, dopo aver insegnato per anni in una scuola elementare di Rignano Sull'Arno (in provincia di Firenze), una volta in pensione, la maestra è tornata a vivere nel suo paese di origine, Nepi, dove ha ritrovato il suo ex parroco, don Giovanni Concordia, ora ottantatreenne. Il sacerdote l'avrebbe accompagnata più volte quando la donna doveva andare in banca, a Figline Valdarno, dove aveva mantenuto il conto corrente. Da settembre 2009 al 2012, anno in cui è morta, l'anziana avrebbe prelevato 80 mila euro in contanti e avrebbe firmato assegni per 20 mila euro: secondo l'accusa, 40 mila euro sarebbero finiti al parroco.
Le indagini sono iniziate dalla denuncia del figlio della donna, insospettito dai movimenti bancari della madre. In base a quanto ricostruito dal pm, da tempo l'anziana avrebbe dato segni di debolezza mentale e il parroco ne avrebbe approfittato.