ANNO 27 n° 288
Rossi ''moto perpetuo'' ora è con Renzi
L'ex finiano e montiano si è espresso, cosa ne penserà Serra?
26/11/2013 - 04:00

di Arsenico Lupin

VITERBO – Un carro armato fermo è un carro armato morto. E’ una teoria militare che sembra calzare a pennello per Filippo Rossi. Il quale si muove, tanto e senza andare troppo per il sottile, da un polo all’altro del panorama politico.

Tralasciando le simpatie giovanili, nel giro di qualche anno Rossi è ora approdato a Renzi, passando da Fini prima a Monti poi.

La svolta renziana l’ha annunciata alla Leopoldina viterbese domenica mattina e ieri l’ha ribadita dal suo profilo di facebook: ‘’Deciso. Vado a votare alle primarie del Pd. E voto Renzi. Non è questione di antipatia o simpatia. Non è questione di appartenenza, questione che all'Italia serve una scossa riformista’’.

Ecco, ben detto, non è questione di appartenenza. Rossi non appartiene a nessuno. Soprattutto non appartiene a quei compagni di viaggio che di volta in volta si sono convinti di stare su un treno con destinazione chiara e condivisa, salvo poi scoprire che il macchinista si ferma e riparte a suo piacimento.

Scandalizzati? Neanche per sogno. Del resto la politica non è l’arte del ‘’cadere in piedi’’? E allora bravo Rossi.

Ma cosa ne penserà Francesco Serra che, dopo aver perso con lui la battaglia per la presidenza del Consiglio comunale, ora se lo ritrova in organico tra i renziani? Per giunta proprio nel momento in cui il ‘’totem’’di Renzi offre intere praterie di movimento, cosa di cui, come detto, Rossi è uno specialista?

Ma poi, a ben guardare, nulla di nuovo sopra e sotto il cielo: se hanno fatto il loro endorsement per Renzi gente come Franceschini, Fassino, Bassolino e perfino Alfonso Signorini, perché stupisce che lo faccia anche Filippo Rossi?




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