ANNO 27 n° 280
RONCIGLIONE

Riceviamo e pubblichiamo.

Quale iscritto al Pd nel circolo locale di Ronciglione, oltre a seguire quanto accade nel panorama politico nazionale, non posso fare a meno di guardare con interesse alla realtà politica del mio paese, appunto Ronciglione. Una realtà che, a mio modestissimo parere, ha delle peculiarità che non si ritrovano altrove.

Mentre in Italia la stragrande maggioranza degli ex DS ( voglio precisare che ho sempre votato dal PCI ai DS ) è confluita nel PD, seguendo quello che è un processo di unificazione fortemente voluto e ricercato dai partiti del centro-sinistra, a Ronciglione gli ex Ds che hanno seguito questo normale processo confluendo nel Pd, sono visti come degli “infedeli” dagli altri ex compagni di partito che, invece di seguire il normale percorso politico, hanno preferito fuoriuscire ed iscriversi ad altri partiti più a sinistra. La cosa anomala è che proprio questi, che sono stati i primi a non aver voluto seguire questo processo di unificazione, continuamente lanciano critiche al Pd lasciando intendere alla popolazione che il centro-sinistra diviso è la conseguenza di personalismi, di intrighi conosciuti da pochi intimi, di fiacca opposizione del Pd che di giorno litiga con la destra per farci pace la sera. Contemporaneamente, gli stessi fuoriusciti dai DS, organizzano alla Festa dell’Unità “della sinistra” (scritta piccola) un bell’incontro sul tema dell’unità del centro-sinistra negli enti locali quale unica alternativa al centro-destra e non invitano né il segretario provinciale, né il segretario locale del maggior partito di centro-sinistra, il Pd, con cui questa unità dovrebbe essere fatta.

Se a questo si aggiunge che in un’intervista parallela tra i capigruppo delle due minoranze consiliari: Sinistra e Libertà, e Pd, il primo tutto ha lasciato intendere meno che il volere un accordo comunemente ricercato tra i due partiti, non si capisce perché i seguaci del partito dei fuoriusciti, continuino a sorreggere la tesi che è il Pd il partito che non vuole l’unità del centro-sinistra avallando queste loro conclusioni con supposizioni di convenienza e con la presunzione e il tono di chi è l’unico detentore della verità, dell’onestà e della moralità. Continuamente cercano di creare l’idea che all’interno del Pd di Ronciglione ci siano delle divisioni insormontabili mentre il loro fronte è unico e compatto. L’appartenere ad un partito, per coerenza, vorrebbe il non intromettersi nelle scelte dell’altro.

Per fortuna, dico io, siamo in democrazia e all’interno del Pd si può discutere su temi e posizioni considerando la pluralità di vedute come una ricchezza, senza avere la dipendenza dal capo, cosa che esiste in altri partiti. Chi crede nel Pd, già di per sé, crede ad un progetto che va aldilà della persona. Parlare male oggi del Pd per poter rimediare qualche voto in più per le imminenti elezioni provinciali e regionali e poi, domani, ricercare con lo stesso Pd un’unione per le comunali ha qualche controsenso di fondo. Forse sarebbe meglio tacere e lasciare che i cittadini democraticamente esprimano il loro consenso basandosi su programmi, progetti seri e condivisi che facciano, prima di tutto, gli interessi del paese.

Gianluca Aquilani




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