

VITERBO - Viabilità, collegamenti ferroviari con Roma, maggiore interazione tra Università e territorio, presenze turistiche estese a otto-nove mesi l'anno, rilancio dell'artigianato e dell'agricoltura. Sono alcuni dei punti del programma per la Tuscia illustrato questa sera a Viterbo da Emma Bonino durante una affollatissima manifestazione elettorale del centrosinistra, aperta dal segretario regionale del Pd laziale Alessandro Mazzoli.
''Il Viterbese non può continuare ad essere fagocitato da Roma capitale, con la quale bisogna si' dialogare - ha detto Bonino -, ma per crescere insieme, in sinergia. Questo territorio - ha aggiunto può richiamare un turismo qualificato otto mesi l'anno. Ma e' anche fragile a causa dello strozzamento costituito dai collegamenti. La Regione negli ultimi cinque anni ha fatto davvero quello che e' stato possibile fare. Dalle carte che ho visto so subito dopo l'insediamento, potremo aprire i bandi per il raddoppio della ferrovia Roma - Civita Castellana - Viterbo'' . Infine, Bonino ha ribadito il suo no al ritorno al Nucleare. ''Diciamo no al nucleare a Montalto di Castro e in tutta Italia. Non faccio come la mia concorrete Polverini che lo vuole ma non nel Lazio, come Zaia e Formigoni che lo vogliono ma non nelle loro regioni. Noi punteremo sulle fonti alternative e sull'efficienza energetica. Risparmiare e' infatti la prima fonte di approvvigionamento energetico''.
In precedenza, la candidata a governatore del Lazio aveva parlato del documento diffuso l’altra sera con il leader radicale Marco Pannella, nel quale ha prospettato il ritiro delle liste Bonino Pannella e dei rispettivi candidati dalle elezioni regionale se non venisse ristabilita la legalità e l’agibilità democratica. “Ho posto il problema della legalità del processo elettorale alle più alte cariche dello Stato - ha affermato - non per fare una minaccia, un bluff o per alzare bandiera bianca. E’ invece un voler alzare la bandiera della democrazia oggi infangata, perché anche se vincessimo ci troveremmo a governare in un contesto complessivo di illegalità”.
“Due parole, sempre quelle, martellano chiunque io incontri. Tutti chiedono trasparenza e legalità. Un ritorno sano alla legge, alle regole, ai comportamenti obbligati per tutti, gli umili e i potenti, che senza legalità diventano automaticamente prepotenti - ha aggiunto – e anche in questi giorni ne abbiamo tanti, troppi esempi: appalti e deroghe di appalti, amicizie e connivenze, affari opachi e quindi malaffari sono su tutti i giornali. C’è un atmosfera purulenta, in cui ognuno era amico di tutti e che al di la delle grandi corruzioni si porta dietro affari un po’ più squallidi e mediocri”. Bonino ha quindi lanciato un appello ai suoi sostenitori affinché lavorino “con convinzione per avere delle elezioni repubblicane basate sulle leggi e non sulla violazione delle leggi, alle quali tutti possano partecipare in modo legittimo, senza prepotenze e senza distorsioni”.
In merito al suo programma elettorale Bonino ha detto: ''Vogliamo far diventare il Lazio una grande regione europea, finalmente consapevole di far parte di un mercato di 400 milioni di cittadini. Dobbiamo fare come l'Emilia e la Toscana, che hanno saputo trarre da questa dinamica europea grandi prospettive di sviluppo''. Secondo Bonino si possono usare “i fondi europei in modo diverso, con più programmazione , senza troppi progetti sparsi, tutti belli di per sé, ma che non fanno economia di scala, non risollevano le sorti di una regione''. Secondo Binino ''far parte della grande patria europea è la leva più dinamica che possiamo avere a disposizione. Possiamo mandare i nostri figli a studiare fuori per poi farli tornare con una visione aperta del mondo. Stanno nascendo nuove professioni e nuovi lavori - ha concluso -, ai quali dobbiamo indirizzare i nostri giovani''.