ANNO 27 n° 281
Prof contestata da studenti: "Stop alfabeto, passo ai verbi"

VITERBO - "No, no, con l'alfabeto ho finito. Ora iniziamo con i verbi". Così risponde al telefono l'insegnante di lettere dell'Isis di Tarquinia, 59 anni, residente in un paese della provincia di Viterbo, da alcuni giorni al centro di una dura contestazione da parte degli studenti e dei loro genitori per i suoi metodi d'insegnamento, ritenuti non adeguati alle superiori.

Alla domanda sul perché abbiamo deciso di far ripetere per ore l'alfabeto ai suoi allievi, che sono in procinto di diventare geometri o tecnici informatici, risponde: "Ma questi non sanno niente, nemmeno come si tronca una parola. Lo so io che fatica...".

Ad avviso della professoressa, gli studenti e i loro genitori, "anche per colpa di qualcuno all'interno dell'istituto", avrebbero detto cose false sul suo conto. "Ma i giudici - sottolinea - mi hanno dato ragione in tutte le sedi. Quindi vado avanti per la mia strada. Devo tutelare la mia persona".

L'insegnante sostiene di non sapere ancora quali sbocchi potrà avere la contestazione in atto. "Domani mattina - spiega - avrò un incontro il direttore scolastico provinciale. Lo ho chiesto io. Vedremo cosa emergerà dal colloqui e poi, con il mio avvocato, valuteremo il da farsi".

Sulle ragioni che l'hanno spinta a presentare ricorso contro il suo trasferimento d'ufficio disposto l'anno scorso dice: "Sarei diventata 'perdente cattedra', avrei subito un grave danno. Quindi mi sono ribellata. E non voglio nemmeno più essere sottoposta a visite. E' inutile che le dispongano, tanto io non mi presenterei, come ho fatto in passato".

Alla domanda se risponda a verità che all'inizio delle lezioni fa setto o otto appelli risponde: "Qualche volta sì, l'ho fatto. Ma solo per verificare se gli studenti che avevano risposto 'presente' fossero realmente in classe e che qualcun altro non avesse risposto a loro nome".




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