ANNO 27 n° 294
Processo ammanco fondo pensioni ragiornieri, s'aggrava posizione direttore villa S. Margherita

VITERBO – Si complica la posizione di padre Terenzio D’Ortenzio, religioso della Congregazione Figli dell’Immacolata Concezione e direttore della casa di cura Villa Santa Margherita di Montefiascone, e di padre Eugenio Lucchetti, suo confratello, entrambi coinvolti nell’ammanco di 7,5 milioni di euro dal fondo pensione della cassa di previdenza dei ragionieri.

 

Nel processo  in corso a Roma, a carico dell’avvocato Pietro Deodato, imputato di truffa aggravata per essersi impossessato dell’ingente cifra e di aver “girato” 6 milioni di euro ai due religiosi, è spuntata una lettera che, secondo il presidente della Cassa  Paolo Saltarelli, dimostrerebbe come i due fossero a conoscenza della provenienza illecita del denaro.

 

“La difesa di Deodato – sostiene Saltarelli – nel corso dell’ultima udienza ha esibito a padre Luchetti, rappresentante legale della Congregazione, una lettera dell'11 marzo 2008, ricevuta il 13 marzo successivo, con la quale Deodato insiste affinché gli vengano restituiti i 6 milioni, 'da voi indebitamente percepiti e trattenuti senza alcun titolo’. Padre Luchetti – aggiunge Saltarelli - ha dovuto ammettere di conoscere la lettera e ha risposto in modo imbarazzato e confuso al giudice che gli chiedeva ‘quindi state trattenendo indebitamente 6 milioni di euro?’”.

 

La Congrezione, finora, aveva sostenuto di aver ricevuto la somma in buona fede, in quanto era creditrice di Deodato per una cifra analoga, che l’avvocato aveva incassato per suo conto dalla Regione Lazio a titolo di transazione per un vecchio contenzioso con la Asl di Viterbo. Quindi, erano completamente all’oscuro della provenienza del denaro. Da qui il rifiuto finora opposto alle richieste di restituzione della Cassa ragionieri.

 

 “Ma ora, lla luce di quanto emerso nel dibattimento – conclude il presidente Saltarelli – mi aspetto che padre Luchetti e padre D'Ortenzio, uomini di Dio e rispettosi dei Dieci Comandamenti, restituiscano immediatamente i sei milioni di euro sottratti al  nostro fondo pensioni”.




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