ANNO 27 n° 288
Primo forum giovani Avis

 

Per la prima volta nel Lazio i giovani donatori Avis si riuniscono in un forum regionale. Accadrà a Viterbo, domani 6 novembre e domenica 7 presso la Residenza Nazareth. Provenienti da tutte e cinque le province laziali, i giovani avisini saranno impegnati in un fitto calendario di incontri e di approfondimenti sul tema della donazione del sangue. L’apertura dei lavori è prevista per le ore 14,45 di domani con la relazione iniziale del presidente regionale Avis Lazio, Renzo Briganti.

Porteranno il loro saluto anche il presidente della Provincia, Marcello Meroi, il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, il consigliere regionale alle Politiche giovanili, Filiberta Binetti, il presidente della locale Confesercenti, Vincenzo Peparello, il presidente provinciale dell’Avis della Tuscia, Diego Biffaroni, il presidente comunale degli avisini della città dei papi, Stefano Buzzi. Nel corso del forum si discuterà di come i giovani possono accrescere il loro impegno a favore della donazione, soffermandosi su alcuni punti strategici come l’efficacia della formazione e della comunicazione tra pari e confrontando le loro esperienze maturate all’interno dell’associazione di volontariato.

Lo faranno anche attraverso dei giochi di ruolo, la visione di alcuni video e la presentazione dei lavori di gruppo realizzati dai singoli gruppi provinciali. Non mancherà anche l’aspetto ludico e culturale con il Dracula party previsto per domani sera e con una visita guidata nella città di Viterbo, in programma al termine dell’iniziativa, domenica pomeriggio. Il forum regionale dei giovani dell’Avis intende creare le basi affinché il movimento dei donatori possa crescere solidamente e avere delle prospettive rosee negli anni avvenire.

Il fatto che sia stata scelta Viterbo come sede ospitante è un riconoscimento all’impegno decennale profuso da parte di tutte le sezioni presenti nel Viterbese che, nel tempo, hanno prodotto dei risultati tangibili in termini di raccolta di sangue da poter garantire a tutti quei malati che ne hanno bisogno.




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