ANNO 27 n° 281
Preoccupazione degli imprenditori per le norme fiscali della manovra

VITERBO - “Condividiamo il giudizio espresso, in una nota congiunta, da Rete Imprese Italia e da Confindustria, sulle norme fiscali contenute nella manovra finanziaria e l’invito rivolto al governo per un ripensamento, a tutela dei contribuenti”. E’ quanto dichiara Luigia Melaragni, neosegretaria della Cna Associazione Provinciale di Viterbo, a proposito delle misure introdotte riguardo alla riscossione delle imposte e dei contributi sociali (articolo 38) e alla compensazione dei debiti e dei crediti fiscali (articolo 31).

Nella nota diffusa a livello nazionale, si rileva “l’incongruità della norma che fissa in 150 giorni la durata massima della sospensione giudiziale degli atti di recupero dei crediti tributari e previdenziali, a fronte di una durata media dei soli procedimenti di primo grado pari a 734 giorni. Ciò obbligherebbe i contribuenti (pena il pignoramento) a pagare gli importi richiesti dall’amministrazione a fronte di pretese che potrebbero risultare, successivamente, non fondate.

Questo è considerato inaccettabile dalle associazioni, che parlano di conseguenze irreparabili per le imprese. “Le Commissioni Tributarie -spiegano Rete Imprese Italia e Confindustria - sospendono l’esecuzione degli atti impugnati solo quando vi è motivo di ritenere che dagli stessi possano derivare danni gravi per il contribuente e il ricorso appare fondato. La stessa relazione tecnica alla manovra evidenzia che, nel 75 per cento dei casi in cui è stata concessa la sospensiva, il procedimento si conclude con un giudizio favorevole al contribuente”.

Suscita allarme anche il divieto di effettuare la compensazione di crediti e debiti fiscali in presenza di accertamenti per importi superiori a 1.500 euro, così come sono considerate sproporzionate, nel caso di violazione del divieto di compensazione, le sanzioni, pari al 50% dell’importo indebitamente compensato, anche a fronte di debiti di importo limitato.




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