

VITERBO - Un possibile giro di racket potrebbe essere stato individuato fra la comunità rumena di Viterbo. A far suonare il "campanello di allarme" è stata la richiesta, con tanto di coltello, di 5 mila euro fatta ai gestori di un negozio di specialità rumene in via Polidori.
Lo scorso sabato, infatti, intorno alle ore 19, tre persone di origine rumena sono entrate nell'esercizio commerciale, dove si trovava il titolare e la moglie, e hanno chiesto all'uomo di consegnargli il denaro, come "credito" per la ditta di rumeni da cui si riforniscono. Il titolare non ha ceduto nemmeno alla minaccia di una "possibile" esplosione del locale e ha allertato i carabinieri, spiegando loro di non aver nessun tipo di debito con la ditta in questione.
I militari, come riporta il Corriere di Viterbo, sono riusciti a rintracciare e fermare uno dei rumeni: ora le indagini si spostano sull'azienda con sede a Roma per verificare se ci fosse o meno questo debito e per individuare la figura professionale del rumeno fermato. Di certo la presenza di coltelli nella "trattativa" fa sorgere numerosi dubbi.