

È guerra aperta, ormai, tra Palazzo Chigi e la Regione Lazio, e il campo di battaglia è il Piano casa. L'impugnazione, sebbene parziale, da parte del Consiglio dei ministri del provvedimento urbanistico presso la Consulta, su impulso del ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan, ha provocato le dimissioni in blocco dei 10 assessori pidiellini della giunta regionale.
La lettera con la quale rimettono le deleghe «a causa di una scelta incomprensibile» è nella tasca di una furibonda Renata Polverini, in attesa di un incontro chiarificatorio con Angelino Alfano, previsto mercoledì. Un tentativo di ricucire tramite quell'Alfano che, spiega la presidente, «ieri ha cercato di convincere il Cdm a desistere, senza riuscirci», insieme, pare, a Giorgia Meloni.
«Vedo in questo momento un atteggiamento ostile del governo Berlusconi nei confronti della Regione Lazio - afferma, affiancata dall'assessore all'Urbanistica Udc Luciano Ciocchetti e dal coordinatore laziale Pdl Vincenzo Piso - Ci difenderemo davanti alla Corte costituzionale, non c'è più terreno su cui mediare. Il Piano, con i tre punti che sono stati impugnati, non dà più quelle risposte alle famiglie. Così risponde quasi esclusivamente alle esigenze dei 'palazzinari' di Roma». E sì, ammette, che segnali ce n'erano stati: il lungo botta e risposta con Galan, che già in agosto aveva sollevato obiezioni di costituzionalità su alcune norme. Ma, spiega, un Cdm che doveva dare risposte sulla crisi e che finisce solo con l'impugnazione del Piano del Lazio, è inaccettabile.
«È stato accanimento terapeutico, volevano scrivere loro il Piano. Oggi - aggiunge - non sono serena» neanche rispetto al Piano rifiuti. Teme nuovi stop da parte del Mibac: «Se il Lazio finirà come Napoli - sottolinea - non sarà colpa mia».
L'amarezza è tutta per Silvio Berlusconi: «Ieri - prosegue Polverini - avrebbe dovuto mostrare una sua posizione più ferma. Noi siamo stati sbeffeggiati dopo San Giovanni, ma alcuni di quei giuramenti li abbiamo infranti, il governo li ha bloccati». E va oltre: c'è «una cabina di regia che decide a quali Regioni si offrono opportunità, e il Lazio non è mai tra queste».
«In questi mesi - conclude Polverini - ho detto quanto il governo ci abbia aiutato: oggi devo dire che ha fatto finta di aiutarci».