ANNO 27 n° 298
Petizione per abbattere i costi ed i privilegi della politica

Riceviamo e pubblichiamo:

I lavoratori, oggi, sentono forti pressioni per rinegoziare i loro diritti nel lavoro, i dipendenti pubblici, invece, si sentono mortificati perché privati del rinnovo contrattuale fino al 2013, mentre i nuovi poveri, non solo i pensionati, ma ancor di più i ragazzi precari, vedono, che a metà della loro vita viene ancor di più negato il diritto al lavoro, alla tutela pensionistica, ad avere una famiglia propria, dei figli e una casa.

Assistiamo, ha affermato il Segretario Provinciale FIALS Vittorio Ricci, ad una assenza totale di questo Parlamento sulle azioni di politica economica che rilancino il nostro Paese, che diano risposte lungamente attese dai cittadini sui servizi e welfare, sulla politica fiscale e dei redditi, sulla politica dei rinnovi contrattuali. Gli italiani, ormai, sono sfiduciati verso la politica e i suoi esponenti, allibiti per le cifre esorbitanti e per i numerosi privilegi a loro assegnati; i cittadini sono sempre più convinti che i politici siano totalmente disinteressati verso le problematiche del Paese.

Gridano vendetta i 1.200 euro medi degli stipendi dei lavoratori pubblici e privati con 36, 38 o 40 ore settimanali, rispetto ai 14 mila dei deputati, per un’attività media in aula di 16 ore alla settimana e i senatori, per 9 ore settimanali, come le 400 euro mensili di pensione sociale o i 1.200 € dei lavoratori dopo 40 anni di servizio attivo, rispetto alle pensioni dei parlamentari che vanno da 3 a 10 mila euro al mese con soli 5 anni di mandato già a 50 anni e cumulabili con altri redditi, oltre a trattamenti di fine del proprio mandato pari ad € 9.500 per ogni anno rimasti in carica, 10 volte di più rispetto ad altri lavoratori. In aggiunta, i parlamentari, hanno rimborsi per spese telefoniche e di viaggio, gratuità sui treni, sugli aerei, in autostrada e sui traghetti, nei cinema, teatri, stadi, mensa, ecc., “auto blu”.

I costi della politica, oggi, pesano sulle tasche dei cittadini per oltre 4 miliardi annui, ma lo spreco di risorse pubbliche che corruzione e malgoverno infliggono ogni anno al Paese viaggia verso gli 80 miliardi annui senza contare la mancata lotta all’evasione fiscale che priva il bilancio dello stato di circa 200 miliardi annui.

Per fermare e frenare tutto questo fiume di spreco di danaro pubblico, la FIALS, ha dato vita ad una petizione, su base nazionale, proprio per il contenimento dei costi della politica e investimento dei risparmi sia sui servizi ai cittadini, sul welfare, che sui rinnovi contrattuali. Con la petizione auspichiamo che dalla politica venga un segnale nella direzione dell’etica e della sobrietà. Le firme che saranno apposte alla petizione potranno servire ad accelerare tale processo. Il contenuto della petizione è visibile anche sul sito: www.fials.it 

FIALS




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