ANNO 18 n° 118
''Petaloso'' siede all'ultimo banco e tifa Juve
Usai e Novella hanno intervistato l'inventore del neologismo
27/02/2016 - 12:02

VITERBO – E' il tormentone del momento. Una roba che in confronto gli ossessivi motivetti estivi del dj Francesco dei bei (si fa per dire) tempi impallidiscono. Ne parlano tutti, dalle tv ai social, non puoi muoverti un attimo che qualcuno ti ferma e ti chiede cosa tu ne pensi al riguardo. Si narra di gente che a furia di scrivere post sull’argomento su Facebook abbia poi lamentato crolli nervosi e si sia dovuta far ricoverare. E peccato che i manicomi li abbiano chiusi

 

Stiamo parlando di ''petaloso''. Sì, proprio ''petaloso''. Una parola, a dir la verità anche un po' cacofonica e facile oggetto delle immancabili ironie social, inventata, all'interno di un compito assegnatogli dalla maestra sugli aggettivi, dal giovane Matteo, otto anni, aspirante neolinguista di una classe di terza elementare di Copparo, in provincia di Ferrara. Nell’intento del piccolo c’era sicuramente la volontà di indicare un fiore particolarmente dotato di petali: la maestra, colpita dall’intuizione dell’alunno, ha scritto quindi all’Accademia della Crusca per chiedere il riconoscimento ufficiale di ''petaloso'' nel vocabolario della lingua italiana. Richiesta accettata, l’uomo della Crusca ha detto sì, a patto che il termine diventi però di uso comune.

 

E a cosa serve la rete se non a lanciare campagne di sensibilizzazione di simil spessore? E infatti il web è impazzito per il pittoresco aggettivo. In poche ore, non a caso, l’hashtag #petaloso è salito in cima a tutte le classifiche dei trending topic di Twitter e social vari. Tutti, ma proprio tutti, ne hanno parlato, tutti hanno commentato – quasi al 100% a favore del florido neologismo, va detto – e in ogni dove petaloso è diventato l’argomento del giorno. Anche a Viterbo, che ovviamente non ha fatto eccezione rispetto alla media nazionale, dove nella piazza virtuale social i commenti si sono sprecati. Meme divertenti, poi, che paragonano #petaloso all’''inzupposo'' dei biscotti di Banderas o ai termini folcloristici inventati da Luca Giurato, si sono moltiplicati. Addirittura anche il premier Matteo Renzi, virtuoso di Twitter, è stato prodigo di incoraggiamenti positivi verso l’omonimo alunno elementare di Copparo, inventore di #petaloso.

 

Di fronte a tanto movimentismo culturale, avremmo potuto esimerci noi di ViterboNews24 dal trattare argomento di tale portata? Certo, avremmo potuto, e alla fine avremmo fatto anche bene. Ma siccome siamo masochisti, nel tritacarne ci siamo voluti infilare da soli pure noi. E non siamo gli unici, dato che tra i primi a trattare della questione in tv ci sono stati due viterbesi, i giornalisti Federico Novella e Alessandro Usai, volti noti del seguitissimo rotocalco ''Mattino Cinque'' delle rete ammiraglia Mediaset.

 

In collegamento dalla scuola elementare ''Marchesi'' di Copparo, Alessandro Usai ha intervistato il piccolo Matteo, mentre Novella, che della trasmissione è il conduttore insieme a Federica Panicucci, seguiva la diretta dallo studio. Matteo, otto anni, tifoso della Juve, ha spiegato che la parola gli è venuta di getto, pensando ai fiori, e che intende inventare altri termini nuovi. Siede all’ultimo banco, e il fratellino confessa che in realtà a scuola è molto più bravo di lui. Matteo, però, nel frattempo si gode i riflettori che quel ''bellissimo errore'', come lo ha definito la maestra, ha fatto puntare su di lui. A conclusione dell'intervista, Usai ha postato sul proprio profilo Facebook alcune foto con Matteo scrivendo ''Petaloso siede all'ultimo banco. Bravo Matteo! Peccato sia juventino''. Pieno di pregi, questo ragazzino.




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