

VITERBO - In attesa che anche Viterbo abbia una propria via dedicata a Peppino Impastato, il giornalista siciliano assassinato nel 1978, il circolo dei Giovani Democratici del capoluogo ha intitolato la propria sede ad uno dei principali simboli della lotta alla mafia.
Venerdì pomeriggio (11 febbraio) è stata scoperta, infatti, la targa che di fatto porta Impastato e tutto quello che si lega al suo nome anche a Viterbo, una città lontana centinaia di chilometri da quella Sicilia che ha dato i natali a Peppino, ma che non è immune a quel sistema mafioso che lui nella sua breve vita ha voluto combattere e a cui si è voluto ribellare.
"Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che anche noi siamo impegnati in prima linea nella lotta alla mafia - ha dichiarato Bianca Cherubini, segretaria del Circolo GD di Viterbo -. Le infiltrazioni della malavita, infatti, interessano anche il nostro territorio ed è necessario discutere di questo, affinché non passi in sordina, ma porti al confronto ed alla riflessione".
Per questo motivo ad accompagnare l'intitolazione del circolo c'è stato anche un incontro con alcuni esponenti di Libera e dell'Associazione Vittime Innocenti di Mafia, che ha permesso di discutere su quanti e quali modi la malavita abbia per insinuarsi nell'economia e nel sociale di ogni paese, andando oltre il classico stereotipo della sola Sicilia.
"E' un'iniziativa davvero lodevole - ha commentato il segretario provinciale dei Giovani Democratici, Michele Bassanelli -, perché rappresenta il simbolo di un nuovo attivismo e mostra come quello che c'è di buono nel nostro Paese possa modificare ciò che è negativo. E' significativo, poi, che questa intitolazione giunga proprio nel giorno in cui i giovani dell'Egitto sono riusciti ad ottenere quello per cui da settimane stavano lottando".