

Sono tante le iniziative che coinvolgono i 10 comuni inseriti nel progetto di valorizzazione della Via Amerina, da quando l’Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport della Regione Lazio ha riconosciuto come Area Integrata il Comprensorio della Via Amerina e delle Forre ed ha individuato nei dieci comuni dell’area, con Civita Castellana come soggetto capofila, i beneficiari di un contributo di 650.000,00 euro e una partecipazione finanziaria di una quota del 20 per cento, proporzionalmente divisa, dei comuni della “’Area Integrata Via Amerina e delle Forre”.
Proprio a Civita Castellana, venerdì 10 aprile appuntamento, come ogni anno, con il culto religioso legato ai festeggiamenti in onore di di S. Leonardo, con la Messa a cui seguiranno spettacoli teatrali, musicali, pirotecnici e degustazioni presso i numerosi stand di bontà enogastronomiche della zona. Civita Castellana ha saputo conservare il suo importante patrimonio storico-archeologico e naturalistico, un tempo culla della ceramica tradizionale italiana, diventando una cittadina dalle mille atmosfere e dalle molteplici facce. Una caratteristica capace di soddisfare le diverse esigenze di ogni turista portandolo alla scoperta dei suoi tesori, nascosti in un paesaggio unico che unisce alle forre scavate nei secoli dai torrenti, il pianoro tufaceo su cui sorge la città e il centro storico medioevale che riporta alla mente il periodo papale ed i suoi fasti. Senza dimenticare tutte le caratteristiche che fanno di Civita Castellana oggi una città moderna, dotata di servizi, strutture e polo di un attivo comprensorio industriale.
Pasqua nella Tuscia vuol dire anche riscoprire riti antichissimi, come quello di Orte, altro comune attraversato dalla Via Amerina, dove la sera del venerdì Santo, il 10 aprile a partire dalle ore 21.30, ci sarà la Processione del Cristo Morto con i 500 figuranti in costume. Si tratta della più antica processione del Venerdì Santo della provincia di Viterbo e con molta probabilità anche d'Italia, databile intorno al 1200. Lo svolgimento della processione segue regole rituali che devono essere rigorosamente rispettate. Le Confraternite dietro invito dei furieri di S. Croce, muovono dalle rispettive chiese e si dirigono verso la chiesa madre di S. Croce, in attesa dell'uscita della bara del Cristo Morto e della macchina dell'Addolorata. Avvenuto questo la processione si incammina per le vie della città (completamente al buio) per far sosta nella piazza principale ove, disegnandosi a cuore nel cui centro verranno poste le due effigi, saranno officiate le preghiere di rito e cantato, da alcuni confratelli, il Miserere. I confratelli, appartenenti alle 7 confraternite oggi esistenti, raggiungono il numero di quasi 500 unità, sono guidati dal Rettore Generale coadiuvato dal Camerlengo Generale, dai tre furieri generali e dal consiglio dei Rettori. Figure evangeliche come la Veronica, la Maddalena, piangenti e Marie partecipano al rito. Al rientro, fuori la chiesa madre di S. Croce, altro momento solenne con il canto dello Stabat Mater, poi la processione volge al termine. All'interno sarà distribuito ai partecipanti il tradizionale pane del Venerdi santo (altra antichissima tradizione). Il rito si concluderà con la deposizione del Cristo Morto e dell'Addolorata sotto l'altare del Crocefisso in Santa Croce.
Il progetto di valorizzazione della Via Amerina, voluto dalla Regione Lazio e già presentato con successo alla Borsa del Turismo Sociale e Associato di Viterbo e alla recente edizione di Globe 09 di Roma, prosegue con una serie di iniziative anche dopo le festività pasquali, come l’appuntamento con la XI Settimana della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal 18 al 26 aprile 2009
Quest’anno gli eventi organizzati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Civita Castellana e di Fabrica di Roma, sono due:
- per la prima volta a Civita Castellana, nella rinascimentale fortezza borgiana del Sangallo, oggi sede del Museo Archeologico dell’Agro Falisco, verrà esposto un corredo funerario noto agli studiosi per avere restituito, nel 1886, preziose oreficerie ed esuberanti finimenti equini che sottolineano l’appartenenza del defunto alla aristocrazia dominante del VII secolo a.C. L’esposizione sarà prolungata fino al 30 settembre.
- a Fabrica di Roma, l’antica Falerii Novi, preceduta da un concerto del Gruppo ARPIA, l’esposizione temporanea nella chiesa romanica di Santa Maria di Falleri di un cippo iscritto con dedica ai Lari, che ci riporta alla piena romanità.