ANNO 27 n° 288
Parroncini e Marini polemizzano sullo status di combattenti ai repubblichini di Salò

Al capogruppo del Pd alla regione Lazio, Giuseppe Parroncini, che aveva detto di essere "sconcertato che fra i firmatari della proposta di legge che chiede di assegnare lo status di combattenti ai repubblichini di Salò vi sia anche il nome di Giulio Marini, parlamentare e sindaco di Viterbo”, arriva a stretto giro di posta la replica del primo cittadino che invita Parroncini "oltre a impiegare il proprio tempo a controllare le firme su una proposta di legge, a ritagliare cinque minuti per occuparsi del semianello di Viterbo, sul quale, da quando è insediata in Regione la Giunta di centro sinistra, è calato un silenzio inquietante”.

“Parroncini  - continua Giulio Marini - mi vorrebbe far passare da oltranzista  e reazionario, figura che, sia umanamente che per formazione politica, non mi si addice assolutamente .
La mia firma alla proposta di legge l'ho apposta nella ferma convinzione  che oggi sia offerta a tutti, sottolineo tutti, la possibilità di ricordare coloro che hanno combattuto, che hanno dato la vita per un ideale in cui, giustamente o meno, credevano.

La distanza temporale da quegli anni tremendi ci impone di superare le barriere dell'intolleranza e della strumentalizzazione politica, ci dà la possibilità di considerare che, da una parte o dall'altra della trincea,  il sacrificio è stato grande e, purtroppo, condiviso.

Perché sono morti esseri umani, e sotto questo punto di vista non c'è stato vincitore. Hanno in realtà perso tutti. E' esattamente in questa ottica,  che ho apposto la mia firma, non certo per offendere o screditare nessuno, e credo sia questa la strada da seguire .
....E a proposito di strade - conclude il sindaco e parlamentare del Pdl - Parroncini, oltre a impiegare il proprio tempo a controllare le firme su una proposta di legge, forse potrebbe ritagliare cinque minuti per occuparsi del semianello di Viterbo, sul quale, da quando è insediata in Regione la Giunta di centro sinistra, è calato un silenzio inquietante”.




Facebook Twitter Rss