

VITERBO - Per le provinciali liste d'appoggio in tutti i collegi, mentre Giuseppe Parroncini, Angelo Cappelli ed Enrico Panunzi sono le tre candidature lanciate dal Pd di Viterbo per le prossime elezioni regionali.
Panunzi era già stato mandato in pista da Sposetti (che sfata così esiti negativi dopo gli annunci solenni), Parroncini, per il quale è stata chiesta la deroga, era il candidato naturale dopo aver fatto bene per anni, Cappelli l'ha spuntata rispetto ad una ventitala candidatura alle provinciali, che l'ex sindaco di Capranica davvero non avrebbe gradito.
Allora nulla di nuovo, si dirà. E invece no. Il Pd non finisce mai di stupire e infatti la novità è che la proposta della "triade" è stata sì votata in direzione provinciale dai fioroniani e dai parronciniani, ma è passata con l'astensione degli sposettiani, a cui si sono aggiunti due voti contrari.
Tradotto in politichese (ma questa è alta strategia, come più volte dimostrato anche di recente), tutto ciò significa che Sposetti e compagni si sono smarcati dalla proposta globale e nella sostanza hanno mandato a dire che dirotteranno i loro voti solo su un candidato, per così dire, "riconosciuto", ovvero Panunzi.
Parroncini e Cappelli? Beh, se la vedano tra loro. E così, anche a sinistra, c'era una volta l'Unità.
In ogni caso toccherà ora al Pd regionale, che lunedì aveva invitato le province a fare le loro proposte, ratificare i tre candidati. Fermo restando che sul via libera peserà l'assenza della "quota rosa", che eventualmente sarebbe ripescata nel listino.
Capitolo elezioni provinciali.
Toccherà ora al segretario provinciale esplorare e verificare diverse possibilità. Intanto la direzione ha tracciato un po' l'identikit del prossimo candidato presidente. Dovrà avere, si è detto, in continuità con lìamministrazione uscente e meglio se sarà donna. Mentre è stata tolto nel corso della discussione il riferimento ad assessori o consiglieri uscenti.
La candidatura di Cortonesi per il momento non decolla, come segna il passo quella di Bengasi Battisti, stasera ssente dalla direzione provinciale.
E allora, in questa situazione, tutto diventa davvero possibile, anche che Bengasi Battisti sia tentato dalle "sirene" che provengono dalle liste ambientaliste.
Il DOCUMENTO APPROVATO
Ecco il documento approvato dalla Direzione provinciale del Pd con 28 voti a favore, 3 contrari e 7 astensioni.
La Direzione Provinciale impegna i gruppi dirigenti dei circoli ad individuare candidature nella lista del Partito Democratico per le elezioni amministrative provinciali che siano condivise, rappresentative delle pluralità sappiano valorizzare le migliori esperienze del collegio, considerando una risorsa i consiglieri provinciali uscenti.
Evidenzia altresì la necessità di promuovere in tutti i collegi una seconda lista di appoggio alla coalizione che intercetti le sensibilità non esclusivamente riconducibili all’area del Partito, garantisca il radicamento territoriale e la possibilità di esprimere tutte le forze in campo, permettendo al centro sinistra di estendere il consenso e raggiungere il miglior risultato possibile.
Il candidato naturale è Alessandro Mazzoli, tanto più se pensiamo che la coalizione che lo ha sostenuto negli ultimi cinque anni è la stessa che si presenta oggi agli elettori.
L’indisponibilità manifestata da Mazzoli porta alla necessità di individuare un nuovo candidato che valorizzi la passata esperienza amministrativa, dando sin d’ora mandato al segretario provinciale di verificare con il resto della coalizione la candidatura che riscuota la maggiore condivisione.
Rispetto alla lista regionale, la Direzione Provinciale ritiene utile proporre alla Direzione Regionale le tre candidature attualmente più rappresentative e prestigiose del Partito Democratico viterbese nelle persone dell’assessore uscente Giuseppe Parroncini (per ilo quale la presente indicazione si configura come formale richiesta di deroga così come previsto dallo Statuto e come richiesto dalla Direzione Reg.le riunitasi in data 8 febbraio 2010), di Angelo Cappelli e di Enrico Panunzi che, per esperienza, radicamento e consenso, possono contribuire al raggiungimento del miglior risultato, coinvolgendo e mobilitando nella competizione elettorale la complessità del corpo del Partito e il mondo dell’associazionismo, dell’impresa, del lavoro che in quelle figure trovano la sintesi della proposta politica.
Tale indicazione va considerata nella sua interezza in quanto espressione di una sisntesi unitaria che tiene conto di tutte le esperienze e le sensibilità più rappresentative del partito nella provincia di Viterbo e, quindi, vincolante. Le tre candidature non garantiscono la rappresentanza di genere che è un principio costitutivo del Partito Democratico, elemento fondamentale della sua costruzione.
Tuttavia, realisticamente, la rappresentanza delle donne potrà essere adeguatamente garantita attraverso il riequilibrio di genere da attuarsi nella composizione delle liste per le elezioni provinciali. Anzi, se la candidatura femminile nella lista regionale del PD - seppur dovuta in virtù di una legge fortemente voluta dal centro sinistra - rischia di essere solo la testimonianza del rispetto delle quote, la presenza paritaria delle donne nei collegi uninominali provinciali rappresenta l’investimento politico per avere assemblee elettive ed un Partito che siano davvero luoghi di donne e di uomini .