ANNO 27 n° 288
Palazzo Doria Pamphilj ospita i ragazzi di Villa Buon Respiro

di Elisa Zampetta

SAN MARTINO AL CIMINO – Si è conclusa questo pomeriggio la prima edizione del progetto “Incontro con il libro: strumento di comunicazione e interazione. Concorso per giovani lettori” a Palazzo Doria Pamphilj. Ospiti d’onore i ragazzi del Centro di riabilitazione Villa Buon Respiro, le loro opere ispirate ai libri in concorso e lo spettacolo offerto al pubblico in sala. La premiazione – in buoni d’acquisto spendibili presso la Libreria Straffi – ha inteso gratificare i gruppi che si sono distinti nei lavori manuali, creando oggetti e strumenti musicali, antichi e moderni, con diversi materiali, disegni e creazioni di cartapesta, creta e pasta da modellare. Ogni ragazzo ha ricevuto un libro e un attestato di partecipazione, simbolo dell’iniziativa.

L’evento, patrocinato dal Comune di Viterbo e ideato da Daniele Gatti, direttore dell’associazione Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura (sede di Viterbo), ha visto la partecipazione dell’assessore alle Politiche sociali Daniele Sabatini e del direttore sanitario di Villa Buon Respiro Massimo Gemini. Presenti, in sede di commissione giudicante, la professoressa Elisa Zampetta, lo storico Valentina Berneschi e il grafico Adelson Calderaro. Gentili sostenitori della manifestazione sono stati il centro Avis, che ha offerto il bouffet finale e alcuni regali per la didattica dei ragazzi, il negozio Cia abbigliamento e la Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo.

I libri in gara, dalle variegate sfaccettature favolistiche e narrative, hanno donato ai ragazzi la gioia della scoperta e l’audacia del mettersi in discussione, di intessere relazioni interpersonali con i loro compagni e gli operatori di neuropsichiatria infantile del Centro, che li hanno accompagnati ed educati non solo a vedere, ma anche a guardare con occhi più attenti, critici e selettivi la diversità.

Emotivamente toccante lo spettacolo offerto dai ragazzi, che hanno ballato e recitato, cullati da un sottofondo musicale, mettendo in scena stralci di vita e di pensiero, valori fondamentali del nostro secolo, senza cercare di annullare la “diversità” che ci rende tutti così meravigliosamente unici.

La lettura richiede impegno, coraggio, pazienza, ma coinvolge il lettore in un processo di crescita attraverso l’identificazione e la proiezione di sé stessi in personaggi e tempi, la catarsi e l’introspezione psicologica. Non a caso, nel 1916, si iniziò a parlare di biblioterapia, ma già gli antichi Greci riconoscevano il potere dei libri, tanto da mettere sulla porta della biblioteca di Tebe la scritta “La farmacia dell’anima”.

L’auspicio futuro è che l’incontro con il libro non rimanga una voce isolata e lontana dalla quotidianità, ma una costante di vita. Ritornano alla mente le parole di Robin Williams nell’ “Attimo fuggente”: “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse”. O almeno possiamo sforzarci di farlo!




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