

VITERBO - Ha respinto tutte le accuse Giorgio de Vito, il 35enne napoletano accusato dell'omicidio di Marcella Rizzello.
Al gip Franca Marinelli, che lo ha sentito questa mattina, ha detto inoltre di non aver costretto la sua ex compagna Mariola Henryka Michta a commettere il furto nella villetta di via Dei Latini e di non essere mai stato in quella casa.
Dichiarazioni che non combaciano con quelle rilasciate inizialmente dalla donna polacca, che aveva ammesso di essere stata costretta da De Vito ad entrare nell'abitazione della giovane la mattina del 3 febbraio e di aver tenuto in braccio la figlia di Marcella, Giada, che allora aveva appena 14 mesi, per impedire che scendesse dal letto sul quale si trovava.
Dichiarazioni, però, che Mariola Michta ha ritratto durante l'interrogatorio del gip di questa mattina dopo aver sentito la voce di De Vito che la chiamava da una cella del palazzo di giustizia. Terrorizzata e in stato confusionale, la donna solamente dopo le rassicurazioni dei suoi legali ha parzialmente confermato quanto affermato nei giorni scorsi.
In serata, o al massimo domani mattina, il gip Marinelli si pronuncerà sulla richiesta di convalida dell'arresto presentata dal pm Renzo Petroselli. Le accuse per De Vito e la sua ex compagna sono di omicidio volontario aggravato e di concorso in rapina aggravata.
La donna polacca ritratta e poi conferma parzialmente le accuse a De Vito