OMICIDIO MARANGONI Il cerchio si stringe
VITERBO - Le indagini sull’uccisione mercoledì scorso di Guglielmo Marangoni sono ben avviate, ma per ora non ci sono risultati concreti. Lo ha detto oggi la polizia di Punto Fijo (Falcon), località dove risiedeva con la moglie da alcuni anni.
Il commissario Argenis Suarce ha detto che gli investigatori «stanno seguendo buone piste» riguardanti i possibili autori del crimine, ma che fino ad ora non è stato compiuto alcun fermo. «Effettivamente non abbiamo fermato nessuno - ha insistito - ma posso assicurare che le indagini sono molto avanzate».
Marangoni, originario di Vetralla, è stato trovato morto nella cisterna dell’acqua della sua villa di Punto Fijo, con cinque ferite alla testa inferte da tre sconosciuti che si erano presentati spacciandosi per operai.
Il commissario Suarce ha aggiunto che ci sono alcune persone sospettate e che sulla base di testimonianze sono stati confezionati identikit dei presunti responsabili. Da parte sua, il console onorario italiano di Punto Fijo, Mario Migliorini, ha ribadito che Marangoni, a quanto risulta, non aveva nè nemici nè problemi. «Posso assicurare - ha detto - che si trattava di una persona con un carattere conciliante, un pensionato che non aveva mai lavorato in Venezuela nè avuto qua interessi economici». Marangoni viveva dal 2000 con la moglie a Punto Fijo dove si era costruito una villa. Il rappresentante diplomatico italiano ha confermato che i responsabili delle indagini gli hanno comunicato che sono «sulla buona strada» per risolvere il caso. «Questo - ha aggiunto - è almeno quello che mi hanno detto».