ANNO 18 n° 348
Oltre alle poltrone manca un proiettore
Ieri il sopralluogo di dirigenti e tecnici comunali nello storico cinema
Rispetto al 2007 non c'è traccia delle sedie e di una macchina d'epoca: dove sono?
23/02/2016 - 10:22

VITERBO – Mancano le poltroncine, e manca anche un proiettore d'epoca. Da dove? Dal teatro Genio, tornato dall'8 febbraio scorso nella disponibilità del Comune (suo proprietario) dopo anni di affidamento in gestione a privati, che pur avendone promesso il rilancio per una ragione o per l'altra non ci sono riusciti. Lasciando tra l'altro una discreta somma (circa 105mila euro) da versare nelle casse dello stesso Comune, tra affitti non pagati e tasse.

 

Clicca qui per vedere le immagini del teatro Genio com'è ridotto oggi

 

La sensazione che qualcosa mancasse dallo storico cinema nel cuore della città era arrivata subito, dal primo accesso quel lunedì 8 febbraio, e dalle immagini che Viterbonews24 ha pubblicato. Quelle sensazioni sono confermate, seppure ancora a livello ufficioso, del sopralluogo effettuato ieri al Genio da un dirigente e da un geometra del Comune, insieme all'avvocato che per Palazzo dei priori ha curato la riconsegna dell'immobile da parte della società che ne aveva la gestione (la Teatro Genio srl, in liquidazione dallo scorso novembre).

 

I tre non hanno fatto altro che verificare de visu cosa c'è oggi nella grande struttura e cosa c'era, invece al momento in cui lo stesso Comune lo affidò alla ditta, vale a dire alle ore 16 del 23 ottobre 2007. Insomma, si è trattato di spuntare dalle due liste i singoli oggetti, suppellettili, arredamenti e accessori, voce per voce, per certificare cosa manca oggi rispetto a ieri.

 

In attesa che questi atti vengano trasmessi agli assessorati di competenza (Patrimonio per i beni e Contenzioso per le procedure legali), trapela qualche indiscrezione. Intanto, una conferma: delle oltre 230 poltroncine in legno presenti nel 2007 nella galleria (vale a dire l'ultimo settore della sala proiezione, al piano più alto) non ne è rimasta più nessuna. E questo, che già si intuiva dalle foto, ora è stato verificato visivamente e concretamente. Oltre duecento poltroncine in legno che, sebbene non in perfette condizioni già nel 2007 (per esempio erano prive dei braccioli) oggi sono proprio sparite. Poltroncine che, se adeguatamente restaurate, possono valere anche una discreta somma nel mercato dell'antiquariato, o del vintage: per verificare basta farsi un giro sui siti specializzati o anche nei tanti mercatini dell'usato che non mancano pure nella Tuscia.

 

Non solo. Dai rilievi mancherebbe anche un ''antico proiettore'' esposto in una teca in legno e vetro nel foyer. Ora è rimasta solo la teca, vuota. Il proiettore sarebbe un reperto di archeologia industriale che pure potrebbe avere valutazioni interessanti per i collezionisti e gli amanti del genere. (Qui ci starebbe bene la battuta per cinefili: ''E' da un po' che non vado al cinema. L'ultima volta davano un film sull'arrivo di un treno'').

 

Queste le prime notizie filtrate, ripetiamo in via ufficiosa. Se fossero confermate, resterebbero in piedi alcuni interrogativi, senza alcuna velleità di imbastire processi mediatici né di dare la caccia ad eventuali untori. Chi si è portato via questa roba, che fino a prova contraria è di proprietà pubblica, e dunque di tutti i viterbesi (immaginate se fosse sparita la Pietà di Sebastiano Del Piombo: non c'è poi differenza, in linea di principio ma solo come valore)? Quando è successo? E' stata un'azione con fini di lucro (cioè per rivendere un bene pubblico e trarne profitto illecitamente) oppure è qualcosa d'altro, magari effettuato in buonafede? O ancora: non è che tutta questa roba giace in qualche magazzino, in qualche deposito, in qualche garage, soltanto ''parcheggiata'' e poi dimenticata? O forse una banda di ladri su commissione si sarà introdottta nottetempo nel teatro per fare razzia? Tutto è possibile.

 

Quale sia la risposta, il Comune, una volta certificate queste mancanze non potrà far altro che agire nelle sedi opportune, perché così prevede la legge (obbligo di perseguire chi danneggia o si appropria della pubblica proprietà) e anche l'etica. A proposito di etica: onore a Palazzo dei priori, che per una volta rientrando in possesso di un immobile di sua proprietà, ha anche fatto venire a galla questo ulteriore affronto ai suoi danni. E ai danni dei viterbesi. Nell'attesa che qualche consigliere comunale - di maggioranza, d'opposizione, del partito socialista uzbeko, non importa - si degni di fare un 'interrogazione in consiglio...




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