

TARQUINIA - Migliaia di firme raccolte e 2500 cartoline distribuite in pochi giorni. Sono i significativi numeri delle iniziative promosse dal Comune di Tarquinia per opporsi alla chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale della città.
«La partecipazione della gente è stata ed è straordinaria – dichiara il sindaco Mauro Mazzola –. La cittadinanza avverte la gravità del problema ed è fortemente contraria all’accorpamento dell’unità complessa a quella del nosocomio di Civitavecchia».
Continua intanto il silenzio del presidente della Regione Lazio Renata Polverini, nonostante quotidianamente (comprese le domeniche e il Ferragosto appena trascorso) dall’Amministrazione parta un fax in cui si chiede un incontro urgente per affrontare la questione. «Un silenzio preoccupante come quello del sindaco di Viterbo Giulio Marini, – sottolinea il primo cittadino – che a oggi non ha ancora convocato la Conferenza dei Sindaci».
Per la fine di agosto il sindaco Mazzola preannuncia nuove e importanti manifestazioni: «La protesta, mantenendosi sempre pacifica e civile, sarà ancora più decisa. Sono allo studio numerose iniziative, tra cui anche l’eventuale blocco della statale Aurelia. Il punto nascite costituisce un fiore all’occhiello dei servizi offerti dal presidio ospedaliero e non può essere cancellato con un colpo di spugna».