

VITERBO – Con oltre 2 anni di ritardo, il consiglio comunale ha nominato i due componenti di sua spettanza del CdA della casa di riposo Giovanni XIII. Si tratta di Alessandro Lucarini, in rappresentanza della maggioranza, e di Carlo Curti, medico, geriatra, indicato dalla minoranza. Resta tutto da svelare il “mistero” per il quale Palazzo dei Priori abbia lasciato il centro geriatrico, uno dei pochi fiori all’occhiello del welfare cittadino in mano ai tre membri del CdA di nomina regionale. Uno dei quali, tra l’altro, dimissionario.
A proposito di “misteri”, l’altro ieri sera, in consiglio comunale, è anche emerso che l’ultimo bilancio di previsione sarebbe stato approvato dai soli due membri rimasti in carica sui cinque da cui, secondo la legge, avrebbe dovuto essere formato il CdA. E la Regione Lazio, almeno finora, non avrebbe avuto alcunché da dire.
“Sebbene con enorme ritardo – commenta il vice capogruppo Pd Alvaro Ricci -, siamo riusciti a nominare i due componenti del Cda del Giovanni XXIII. Si tratta di un passaggio importante per riportare alla normalità la gestione del centro geriatrico. Se la maggioranza avesse raccolto i nostri continui appelli, probabilmente avremmo potuto evitare alcuni gravi errori, come ad esempio la vendita della Residenza sanitaria assistita (Rsa). Ora – conclude -, anche grazie al nuovo governo regionale di Nicola Zingaretti, potrà iniziare una fase della vita di una struttura essenziale per la città”.
Tra i “misteri” da svelare c’è anche quello della composizione del Cda: tre membri di nomina regionale e due rappresentanti del comune. E del presidente, da alcuni anni in qua sempre romano.
Non si capisce perché un’istituzione importante come il Giovanni XXII debba essere presieduta da un dirigente della Regione.
Infine, il capitolo dei costi: il presidente del CdA percepisce un compenso mensile di 2.500 euro, mentre ogni consigliere ne percepisce 1.500. Agli appannaggi vanno inoltre aggiunti i gettoni di presenza e i rimborso spese per i funzionari regionali. Centesimo più, centesimo meno, si a arriva così a circa 100mila euro l’anno.
Probabilmente, anzi sicuramente, si tratta di soldi ben spesi, in quanto i componenti del CdA svolgono al meglio loro lavoro. Ma, anche questo aspetto è avvolto dal suo bravo mistero. Il presidente delle Acli Renzo Salvatori, che ha bombardato di lettere il Comune e la Regione Lazio per sollecitare la copertura dei posti vacanti nel CdA, tra l’altro, aveva lanciato un appello affinché delle persone di comprovata esperienza, residenti a Viterbo, si offrissero per amministrare a titolo completamente gratuito il centro geriatrico. Di “volontari” ne se sono presentati e hanno anche stilato una lista da sottoporre al vaglio del consiglio comunale. Ebbene, nemmeno uno di loro è stato votato.