ANNO 27 n° 296
Noir di Gradoli - Il 30 maggio 2009 alle 20 una telefonata di un moldavo alla zia di Tatiana

VITERBO - “Paolo fece di tutto per portare Elena in Italia ma non aveva attenzioni ‘particolari’ nei suoi confronti”. E’ stato chiaro Claudio Della Casa, amico d’infanzia di Paolo Esposito, durante l’udienza di ieri del processo che vede imputati Paolo Esposito e Ala Ceoban, accusati di duplice omicidio e occultamento dei cadaveri di Tatiana Ceoba e della figlia Elena.

Durante l’udienza è stato ascoltato  il sindaco di Gradoli, Luigi Buzi e un moldavo amico della famiglia di Tatiana. L’uomo è stato sentito in merito a una presunta telefonata dello stesso alla zia di Tatiana (Olga Nekifor) proprio il giorno della scomparsa della Ceoban e della figlia Elena alle 20 del 30 maggio 2009.Questo particolare aprirebbe nuovi scenari e nuove ipotesi.

Ascoltati anche Vincenzo Scavongelli e Giacomo Micheli, del Human Blood Detection Dog di Livorno, progetto che utilizza dei cani per rinvenire tracce di sangue e resti umani. Sono stati Emma e Bo ad ispezionare la villetta di via Cannicelle, trovando tre tracce: una sulle scale, l’altra nel corridoio che porta all’esterno e l’ultima sulla porta della cucina.

L’ispezione dei cani è continuata all’esterno dove le tracce sono state due: la prima vicino a un albero dove Esposito aveva sepolto un cane e la seconda nel parcheggio delle auto. Dopo la deposizione il giudice della Corte d’Assise, Maurizio Pacioni ha chiesto se un corpo viene sotterrato con un involucro i cani riescono a fiutare le tracce. Scavongelli e Micheli hanno risposto che se il cadavere viene sepolto con la plastica è probabile che in cane non senta niente.

Presente anche l’avvocato Oriana Catalucci, il legale assunto da Paolo Esposito nel 2007 per avviare la causa per l’affidamento esclusivo della figlia Erika. Al tempo l’avvocato sconsigliò a Esposito di continuare la causa in quanto Tatiana era venuta in possesso di un video dove Ala e Paolo facevano sesso. Tatiana e Paolo si accordarono per incominciare un ciclo di sedute di psicanalisi, raccontare i loro stati d’animo su un diario, continuando a vivere insieme per il bene della piccola Erika.

L’udienza riprenderà il 14 gennaio.




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