ANNO 27 n° 288
Noir di Gradoli - Ex comandante Ris smonta tesi accusa
04/02/2011 - 15:06

VITERBO - 'Le tracce ematiche trovate nella cucina sono dovute ad eventi fisiologici casuali ed indipendenti fra loro, quindi, non sono riconducibili alla scomparsa delle due donne'. E' questa la tesi esposta dall'ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, consulente della difesa di Ala Ceoban, durante il processo che vede la donna moldava accusata di duplice omicidio ed occultamento di cadaveri insieme all'ex amante Paolo Esposito.

'Le tracce rinvenute nella cucina della viletta di Cannicelle, in base al Bpa (bloodstain pattern analysis, ossia l’analisi derivante dall’osservazione della struttura delle macchie di sangue, ndr) possono essere classificate in tre tipologie - ha detto il generale -. Abbiamo le tracce per gocciolamento, di cui fanno parte quelle rinvenute sul termosifone, quelle per contatto, che sono quelle trovate sul vetro della porta, sul battiporta e nella ciotola, ed infine quelle per proiezione: in questo caso sono le macchie trovate sul pomello della tenda, sul lato del frigorifero, sul tavolino da disegno e sul televisore. Quest'ultime, inoltre, sono molto eterogenee fra loro sia per direzione, che per consistenza e dimensione e non sembrano essere state create nello stesso momento'.

Garofano si è poi soffermato sullo stato di conservazione della cucina, che secondo la sua opinione 'non brillava in pulizia, sia per quanto riguarda il mobilio, sia per il pavimento e le piastrelle'. Secondo l'ex comandante del Ris, quindi, la presenza di una 'sporcizia fisiologica e residente' dimostrerebbe che nessuno ha tentato di ripulire eventuali macchie di sangue, altrimenti anche lo sporco sarebbe stato portato via, e questa ipotesi sarebbe supportata anche dal fatto che il luminol passato sul pavimento e sulle maioliche ha dato esito negativo. Per questi motivi Garofano ha escluso che ci siano stati dei lavaggi, sostenendo, invece, che le tracce ematiche trovate non sono 'residuali di una popolazione originaria più ampia'.

Durante l'udienza è stato ascoltato anche il consulente della difesa di Esposito, Giorgio Portera, che per quando riguarda le macchie di sangue rinvenute nella villetta ha condiviso le conclusioni avanzate dal perito della corte, la dott.sa Elena Pilli del Dipartimento di Biologia Molecolare dell’Università di Firenze, attribuendole a Tatiana Ceoban. L'ex ufficiale del Ris, però, non ha concordato con i suoi colleghi di Roma per quanto riguarda le tracce che hanno dato esito positivo al luminol e che secondo lui non sarebbero di sangue.

Portera ha anche contestato i risultati del perito della corte, la dottoressa Elisabetta Mei della polizia scientifica di via Tuscolana, sulle tracce biologiche trovate sul pick - up. Il perito, infatti, aveva parlato di tre tracce ematiche trovate sotto la maniglia dello sportello del guidatore, sotto la maniglia del lunotto e nel predellino del portabagagli, di cui però non è stato possibile estrarre il Dna. Secondo Portera, invece, gli esiti dei test sono dubbi o addirittura negativi. Come anche il profilo genetico femminile attribuito alla macchia trovata nella maniglia dello sportello del guidatore, dovrebbe essere considerato nullo.

Per quanto riguarda il pick - up, inoltre, la corte ha disposto il dissequestro, perché non sono stati trovati element utili che lo possano collegare agli imputati oppure alle due donne scomparse.




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