

VITERBO - Noir di Gradoli, il rinvio a giudizio sembra inevitabile. Gli avvocati difensori si pronunceranno giovedì 25 marzo. Questa mattina Paolo Esposito e Ala Ceoban, accusati dell'omicidio di Tatiana Ceoban e della figlia Elena, si sono presentati davanti al giudice Fanti.
Il Pm Renzo Petroselli durante la sua ricostruzione durata circa due ore, ha cercato di concentrare i sospetti sui due ex amanti basando la sua ipotesi accusatoria sulle tracce di sangue rinvenute dai Ris all'interno della villetta di Gradoli e la mancanza di alibi di Esposito e di Ala.
Secondo l'accusa infatti si tratterebbe di omicidio premeditato, in quanto Paolo Esposito e l'amante Ala non avrebbero potuto continuare la relazione clandestina in presenza di Tatiana e della figlia Elena.
Di tutt'altro parere gli avvocati Mario Rosati ed Enrico Valentini per Esposito e Pierfrancesco Bruno e Fabrizio Berna per la Ceoban che all'uscita dal Tribunale hanno lasciato qualche dichiarazione in merito all'udienza - "Escludo l'ipotesi di omicidio premediatato - afferma Rosati - in quanto non sono state trovate tracce evidenti per accusare il mio assistito".
Secondo l'avvocato Valentini il quadro della situazione potrebbe essere letto in un'altra chiave ma comunque il rinvio a giudizio sembra inevitabile.
Presenti in aula anche gli avvocati delle parti civili Luigi Sini per la madre di Tatiana e Claudia Polacchi per Luigi Buzi sindaco di Gradoli, costituitosi parte civile per conto della figlia Di Paolo, Erika Esposito.
Gli avvocati difensori si pronunceranno giovedì 25 marzo.
Noir di Gradoli - Paolo Esposito e Ala Ceoban davanti al giudice