ANNO 27 n° 278
Noir di Gradoli, sms scottanti: "Ala depone e poi crolla in lacrime"

Ala depone e crolla in lacrime. A distanza di 24 ore Ala Ceoban, accusata insieme al cognato-amante Paolo Esposito, di duplice omicidio ed occultamento di cadavere nel processo per la scomparsa di Tatiana Ceoban e della figlia Elena, avvenuta il 30 maggio del 2009 a Gradoli è tornata nella’aula del Tribunale di Viterbo.

Come avvenuto nella scorsa udienza (venerdì 18 febbraio) la deposizione si è basata sulla lettura degli sms riferiti al periodo fra l’11 giugno ed il 6 ottobre del 2007, che si sono scambiati Paolo ed Ala ed in cui emergerebbe la volontà dei due amanti di allontanare Tania, chiamata “la stronza”, e di adottare Elena.

Dopo circa un’ora di chiarimenti sugli sms scambiati tra gli amanti e in particolar modo in riferimento all’sms "Quando il giudice dice che la stro è matta, io non devo fare niente. Devo solo fare l'adozione e sperare che la stro non rompa i coglioni" Ala crolla in lacrime e viene portata fuori dall’aula per circa mezz’ora per poi rientrare e affrontare altre tre ore di domande.

Durante l’udienza i “nomignoli” affibbiati a Tatiana e alla madre Elena Nekifor, sono nuovamente tirati in ballo, questa volta proprio in un messaggio destinato a Paolo Esposito, dove la stessa Ala scrive: “"Non ti ricordi? La "str è mamma (Elena Nekifor). La stro è Tania".

Tra i messaggi letti in aula anche alcuni riferiti a una sedicente maga cartomante alla quale Ala si rivolse nel 2007 per “curare” il malocchio. E proprio Paolo, dopo aver saputo di questi appuntamenti scrive all’amante: “fai legare la bocca alla stro per non darci fastidio, anzi, dille di farla sparire dall’Italia per sempre”.

Ala spiega di non essere stata lei ad inviare quel messaggio, come nega l’invio anche di quello in cui emergerebbe la volontà dei due di allontanare Tatiana, inviato invece al suo cellulare da Paolo e nel quale è scritto: “"Tocca ammazzalla, perché lei non andrà mai via dall'Italia".

Il pm Renzo Petroselli prende parola e spiega di non aver trovato riscontri nelle deposizioni (di venerdì 18 e sabato 19 febbraio) della Ceoban. In quella di venerdì, infatti, aveva detto che la storia con il cognato era iniziata nel 2006 mentre in un messaggio datato 2007 Ala scrive: “sono quattro anni che stiamo insieme”.

Questa mattina la donna ha cercato di spiegare che l messaggio in realtà si riferiva ai quattro anni di conoscenza e non di frequentazione “amorosa”. Ala ha cercato in ogni modo di dare una spiegazione ai vari messaggi, cercando giustificazioni, persino a quello in cui gli amanti sperano in un infarto della sorella nel trovarli a letto insieme, fino al crollo e alle lacrime che la costringono all’uscita dall’aula.




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