

La costruzione del Palazzo Comunale ebbe inizio nel dicembre del 1542. Il progetto originale, in passato erroneamente attribuito al Vignola, fu elaborato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane.
L’edificio cinquecentesco comprendeva il piano terra, preceduto da un porticato, ed un primo piano sormontato da una torretta ospitante l’orologio e la campana civica. Nel 1744, ripresero i lavori che portarono ad una sopraelevazione dell’edificio. Il primo piano fu caratterizzato inserendo nella facciata quattro finestre a edicola, dal timpano triangolare, ed una grande finestra centrale, sormontata da un arco, che si apre sul balcone.
Dopo aver realizzato un secondo piano ed una stanza per l’orologio, il lavoro fu completato con l’aggiunta della balaustra in peperino sul lato frontale. Importanti interventi di restauro e di ristrutturazione furono effettuati nella seconda metà dell’800. I lavori ottocenteschi andarono a modificare, in particolare, la planimetria interna dell’edificio arricchendolo di una importante testimonianza artistica, vale a dire, i dipinti che decorano la Sala Nobile, in passato Sala del Consiglio, ed il vestibolo che la precede.
Queste pitture di pregevole fattura, illustranti vicende mitologiche e storiche, non avevano avuto sinora attribuzione, anche se due riquadri posti sulla volta della sala indicavano chiaramente la data del suo restauro, “restaurata anno MDCCCLXIX”, e confronti stilistici con la decorazione del Duomo di Nepi suggerivano un intervento, almeno parziale, dei medesimi artisti. La conferenza sarà un’occasione per approfondire la conoscenza della storia locale e lo studio della pittura della scuola romana dell’800.