ANNO 27 n° 298
Nascondeva in casa anabolizzanti e steroidi: assolto in appello

VITERBO - La semplice detenzione di farmaci contenenti anabolizzanti e steroidi, non giustificata da condizioni patologiche, non costituisce reato se non vi è la prova che le sostanze biologicamente e farmaceuticamente attive siano state usate per alterare gare sportive. Con questa motivazione, la seconda sezione della Corte d'Appello di Roma ha assolto, "perché il fatto non sussiste", un uomo di 51 anni, Pancrazio Ciambella, residente a Vignanello.  

Nell'abitazione dell'uomo, i carabinieri sequestrarono una grossa quantità di anabolizzanti e steroidi, nascosti sotto il lavello della cucina. Il tribunale di Viterbo, nel maggio 2005, lo condannò a 4 mesi di reclusione e 2mila euro di multa per violazione della legge antidoping.

"La totale assenza di elementi dimostrativi dell'uso delle sostanze sequestrate a Ciambella da parte di atleti, allo scopo di alterare prestazioni agonistiche - dice la motivazione della sentenza della Corte d'Appello - e la mancanza di prove che l'imputato abbia assunto le compresse mancanti dalle confezioni, configura solo la mera detenzione. Pertanto, Ciambella va assolto perché il fatto non sussiste".  Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dal difensore dell'imputato, l'avvocato Giovanni Bartoletti.




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