

VITERBO - Conoscere la prevalenza e l’incidenza dei casi di neoplasie nella popolazione residente in tutti i 60 comuni della Tuscia e individuare la possibile correlazione tra queste patologie e i fattori ambientali, le abitudini di vita e le attività produttive che si presentano in ciascuno di questi territori. È l’obiettivo che si prefigge di raggiungere il Registro dei tumori, un progetto che la Asl di Viterbo sta promuovendo e che prenderà il via lunedì 7 giugno con la prima riunione del comitato scientifico convocato dal direttore sanitario aziendale, Marina Cerimele.
Il Registro dei tumori conterrà tutte le informazioni relative alle tipologie di neoplasie contratte, ai dati anagrafici di ogni singolo paziente, ai fattori ambientali all’interno dei quali la patologia si è sviluppata. Sarà, così, possibile tracciare un quadro completo del fenomeno e determinare le correlazioni tra le informazioni ottenute in modo da poter predisporre interventi puntuali ed efficaci nei singoli comprensori del Viterbese.
La realizzazione del progetto è stata resa possibile anche grazie a un finanziamento messo a disposizione dal Comune di Tarquinia, che fa seguito a un’analoga iniziativa posta in essere dall’Amministrazione provinciale nel 2009.
“Lo strumento di cui si doterà la Asl di Viterbo – commenta il direttore generale, Adolfo Pipino – ci permetterà di compiere un significativo passo in avanti sul fronte della prevenzione nei confronti delle patologie tumorali nella nostra provincia. Una malattia che, ad oggi, incide in maniera importante nella popolazione della Tuscia”.
“Attraverso il nostro impegno – dice il sindaco del Comune del litorale, Mauro Mazzola – abbiamo voluto dare un segnale forte per sottolineare l’importanza di avviare anche nei nostri territori uno studio scientifico che prenda in esame il legame che intercorre tra le cause dell’insorgenza dei tumori e i fattori ambientali".
All’incontro parteciperanno i dirigenti dei cinque distretti sanitari, i direttori delle Unità operative interessate a vario titolo, i rappresentanti dell’Agenzia di sanità pubblica del Lazio e del Registro dei tumori della provincia di Latina. Nel Lazio, infatti, solo Latina si è già dotata di questo mezzo epidemiologico che permette di fornire un contributo determinante nello studio dell’insorgenza delle patologie tumorali e attivare azioni efficaci di prevenzione.